Da sabato 3 ottobre Arezzo dedica a San Francesco una grande mostra per gli ottocento anni dalla morte del Santo. “L’immagine di Francesco. Dal Medioevo al Novecento” sarà visitabile fino al 10 gennaio 2027 tra la Galleria Comunale d’Arte Moderna e Contemporanea di piazza San Francesco e l’ex chiesa di Sant’Ignazio, in via Carducci.
Un percorso che attraversa otto secoli di immagini, devozione e interpretazioni artistiche. Settantadue opere, distribuite tra la Galleria Comunale d’Arte Moderna e Contemporanea e l’ex chiesa di Sant’Ignazio, raccontano come la figura di Francesco sia cambiata nel tempo: dalle prime immagini attorno al 1250, quando il ricordo diretto della sua fisionomia era ancora vivo, fino alle interpretazioni moderne legate al misticismo, al rapporto con la natura e al dialogo interreligioso. Insomma, otto secoli di iconografia e nessun algoritmo a decidere quale Francesco mostrarci per primo.
La mostra è curata da Cristina Acidini, con un comitato scientifico presieduto da Carlo Sisi e composto da Sandro Bellesi, Stefano Casciu, Liletta Fornasari e Angelo Tartuferi.
Tra gli artisti presenti figurano Margarito d’Arezzo, Beato Angelico, Sandro Botticelli, Andrea della Robbia, Giorgio Vasari, Pietro da Cortona, Annibale Carracci, Guercino, Jacopo Ligozzi, Luca Giordano, Federico Barocci, Antonio Ciseri, Libero Andreotti e Gio Ponti. Alcuni prestiti arrivano da importanti musei italiani e internazionali, tra cui la National Gallery di Londra, i Musei Vaticani e la Galleria Borghese.
Il rapporto con Arezzo non è un semplice pretesto da anniversario. Il territorio aretino è profondamente legato alla vicenda francescana: a Cortona Francesco fondò il convento delle Celle, mentre alla Verna ricevette le stimmate. Anche per questo il paesaggio e la natura entrano spesso nelle opere come parte del racconto, non come semplice sfondo.
Tra i nuclei più interessanti c’è quello dedicato alle prime immagini del Santo, quando la sua iconografia non era ancora diventata quella che oggi tutti riconosciamo al primo sguardo. Con Margarito d’Arezzo si stabilizzano alcuni elementi destinati a diventare immediatamente riconoscibili: il saio bruno, il cordone a tre nodi, il cappuccio e le stimmate. Nel Gotico cresce il culto e si definisce l’immagine; nel Rinascimento vengono privilegiati episodi come l’impressione delle stimmate, mentre nel Seicento Francesco appare più spesso solo, assorto, mistico e immerso nella meditazione. La mostra segue proprio questa trasformazione, mostrando come ogni epoca abbia costruito il proprio Francesco.
Quando: dal 3 ottobre 2026 al 10 gennaio 2027.
Dove: Galleria Comunale d’Arte Moderna e Contemporanea, piazza San Francesco 4, e ex Chiesa di Sant’Ignazio, via Giosuè Carducci 7, Arezzo.
Orari indicati: lunedì, mercoledì, giovedì e venerdì 11-19; sabato e domenica 10-20; martedì chiuso.
Per informazioni aggiornate su biglietti e accessi è disponibile la pagina dedicata su Discover Arezzo.


