Una piccola costruzione comparsa nei pressi dell’area cani di via Alfieri, vicino al Castro e alla rotatoria della tangenziale, è bastata per mettere in moto una delle più efficienti centrali investigative della città: Facebook.
Nel video pubblicato sui social si vede una sorta di capannina realizzata tra la vegetazione, apparentemente dotata anche di camino e antenna. L’autore del filmato si domanda chi l’abbia costruita e per quale motivo, segnalando la presenza di alcune persone nella zona.
Da lì, come da tradizione, il dibattito ha rapidamente imboccato tutte le uscite disponibili.
C’è chi ha parlato di “degrado”, chi ha invocato il “controllo del territorio”, chi ha fatto notare l’antenna e chi ha comunicato di avere già avvisato la Polizia Municipale.
Poi sono iniziate anche le ipotesi sull’identità delle persone viste attorno alla struttura, con riferimenti a cittadini di origine bengalese. Ipotesi, appunto, non elementi verificati.
Quando ormai mancavano soltanto la scientifica, un elicottero e Bruno Vespa in collegamento dalla rotatoria, nei commenti è arrivata una versione decisamente meno drammatica.
Un residente della zona ha spiegato che la capannina potrebbe essere stata realizzata dai suoi nipoti e dai loro amici, ragazzi di età compresa tra i 10 e i 15 anni che vivono a poche decine di metri e che avrebbero costruito un piccolo rifugio per giocare.
Tra loro, ha aggiunto, ci sarebbero anche amici di origine bengalese che frequentano la scuola insieme.
E l’antenna?

Anche quella avrebbe una storia piuttosto gloriosa: secondo il racconto del familiare, uno dei ragazzi l’aveva precedentemente montata addirittura sulla bicicletta, prima che gli adulti convincessero il giovane Marconi della tangenziale a smontarla. Evidentemente l’apparecchio avrebbe poi trovato una seconda vita sulla capannina.
Resta naturalmente da capire se la costruzione possa stare in quel punto e se esistano eventuali problemi di sicurezza o di occupazione dell’area. Sono questioni che, eventualmente, spettano agli organi competenti verificare.
Ma la vicenda racconta anche qualcos’altro.
Per qualche ora una possibile capanna costruita da adolescenti è riuscita a diventare sui social contemporaneamente un problema di degrado, immigrazione, sicurezza urbana e controllo del territorio.
Una volta le capanne dei ragazzi duravano fino alla prima pioggia o fino all’arrivo del proprietario del terreno.
Nel 2026 devono sopravvivere soprattutto ai gruppi Facebook.
Questo articolo usa l’ironia per commentare fatti reali e una discussione pubblica avvenuta sui social.

