AREZZO – Arezzo Wave ha finalmente un vincitore. E dopo tutto quello che è successo intorno al quarantennale, non era un risultato scontato.
È Dimaggio, dalla Puglia, ad aggiudicarsi il 40° Arezzo Wave Contest come miglior artista. Il premio per il Miglior Artista Under 18 è andato invece ai Korovev, dal Veneto, mentre gli Zurara, dalla Sicilia, hanno conquistato il riconoscimento per la Miglior Cover.
Sabato sera al Teatro Tenda si è così conclusa la finale nazionale di Arezzo Wave Love Contest & Festival 2026, chiudendo un fine settimana nel quale, per una volta, a contendersi la scena sono tornati soprattutto i musicisti.
Il che, considerando le settimane precedenti, rappresenta già una discreta novità.
Il quarantesimo di Arezzo Wave era infatti cominciato molto prima che si accendessero gli amplificatori.
Prima l’interrogazione del PD sul futuro della manifestazione e sui rapporti con il Comune. Poi Mauro Valenti, dalla Grecia, che ricordava con una certa delicatezza aretina che «noi siamo sempre gli stessi, gli altri c’hanno messo quarant’anni». Infine il colpo di scena alla vigilia della festa: niente contributo comunale e niente logo del Comune per l’edizione del quarantennale.
Insomma, quarant’anni di musica celebrati con uno dei generi più longevi prodotti ad Arezzo: la polemica.
Una tradizione che affonda le radici anche nello strappo del 2007, quando Arezzo Wave lasciò la città dopo la rottura con l’allora amministrazione comunale. Sono passati quasi vent’anni, abbastanza per cambiare sindaci, assessori, palchi e generazioni di spettatori. Evidentemente non abbastanza per smettere di discutere sul festival.
Nel frattempo, con una certa maleducazione verso la politica cittadina, Arezzo Wave ha continuato a fare musica.
Nel fine settimana conclusivo sono arrivati ad Arezzo giovani artisti da tutta Italia, mentre il progetto Aria di Musica Arezzo Rock Italian Academy ha portato sul palco i diciotto partecipanti alla residenza musicale nata in occasione dell’anniversario.
Nella serata finale sono state proposte anche nuove interpretazioni di brani legati ad alcuni degli artisti passati nella storia del festival, da Gianna Nannini a Jovanotti, da Ivano Fossati a Carmen Consoli, prima della chiusura affidata ai Modena City Ramblers.
Poi il verdetto del Contest.
Ha vinto Dimaggio.
Dalla Puglia.
Che forse è anche una perfetta conclusione per questa storia: dopo settimane passate ad Arezzo a stabilire chi dovesse festeggiare Arezzo Wave, chi dovesse pagarlo, chi dovesse metterci il logo e soprattutto chi avesse avuto ragione quarant’anni fa, il premio principale se l’è portato a casa uno venuto da fuori.
Pratico, rapido e senza interrogazioni consiliari.
Arezzo Wave intanto spegne le candeline e chiude questa edizione.
Sulla torta restano quaranta anni di storia, migliaia di artisti passati dai suoi palchi e una relazione con la città che continua a somigliare a certi matrimoni toscani: si litiga furiosamente, si minaccia di non rivolgersi più la parola, ma alla festa successiva ci ritroviamo tutti lì.
Perché alla fine Arezzo Wave e Arezzo possono anche provare a ignorarsi.
Da quarant’anni, però, non gli riesce benissimo.


