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Grasso all’ARS, il merito passa da Casa Riformista e trova subito parcheggio

Il partito respinge le accuse di spartizione e celebra la prima guida infermieristica dell’Agenzia. Ma la candidatura con Casa Riformista e i dubbi sull’esperienza nella ricerca sanitaria alimentano lo scontro politico

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Grasso all’ARS, il merito passa da Casa Riformista e trova subito parcheggio

Il partito respinge le accuse di spartizione e celebra la prima guida infermieristica dell’Agenzia. Ma la candidatura con Casa Riformista e i dubbi sull’esperienza nella ricerca sanitaria alimentano lo scontro politico

Partiamo sempre dai documenti. Il resto è il nostro modo di leggerli 
📄 FONTE comunicato stampa Casa Riformista Arezzo

La nomina è ufficiale: Giovanni Grasso, 37 anni, presidente dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Arezzo ed ex candidato di Casa Riformista, è stato scelto dal presidente Eugenio Giani come commissario pro tempore dell’Agenzia regionale di sanità della Toscana.

Per Casa Riformista si tratta di una decisione rivoluzionaria: finalmente vengono premiati i giovani, le competenze e il merito. Per le opposizioni, invece, è il vecchio manuale Cencelli al quale hanno semplicemente cambiato la copertina e aggiunto lo stetoscopio.

Insomma, la sanità toscana resta malata, ma sulla diagnosi politica non c’è accordo nemmeno tra gli specialisti.

Grasso prenderà il posto di Federico Gelli, destinato alla direzione generale dell’ospedale pediatrico Meyer. L’incarico dovrebbe durare fino alla riorganizzazione dell’ARS, Agenzia che studia dati epidemiologici, funzionamento dei servizi e risultati della sanità regionale. Robetta leggera: giusto due tabelle, qualche statistica e la salute di tre milioni e mezzo di toscani.

Casa Riformista rivendica con orgoglio la scelta. Grasso è infermiere, ha due master, esperienze organizzative e dirigenziali, presiede da nove anni l’Ordine degli infermieri di Arezzo ed è stato coordinatore di OPI Toscana. Nel 2025 è stato inoltre nominato Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica.

Un curriculum che, secondo il partito, dimostrerebbe la conoscenza concreta della sanità e delle necessità di pazienti e professionisti. E infatti gli Ordini infermieristici toscani hanno accolto favorevolmente la nomina, sottolineandone il valore per tutta la categoria.

Fin qui, applausi, strette di mano e probabilmente anche qualche vassoio di pasticcini.

Poi arriva quel dettaglio birichino che nella politica italiana si presenta sempre senza appuntamento: Grasso è stato candidato alle regionali del 2025 proprio con Casa Riformista e, alle successive comunali di Arezzo, era capolista della stessa formazione nella coalizione sostenuta dal centrosinistra. Ha raccolto 836 preferenze, secondo i dati riportati dal Corriere Fiorentino, ma la lista non è entrata in Consiglio comunale.

Gli elettori non gli hanno trovato una sedia a Palazzo dei Priori. Poco male: a Firenze ce n’era rimasta una libera.

Fratelli d’Italia e Forza Italia parlano apertamente di nomina politica e contestano la presunta debolezza del curriculum rispetto alla natura tecnico-scientifica dell’ARS. Perplessità sono arrivate anche da Lorenzo Falchi di Alleanza Verdi e Sinistra, dunque non precisamente da un pericoloso covo meloniano.

A rendere la faccenda ancora più saporita è stato Fabio Voller, storico dirigente dell’Agenzia e coordinatore dell’Osservatorio di epidemiologia. Dopo trent’anni trascorsi tra profili di salute, metodi quantitativi, appropriatezza, disuguaglianze e ricerca, Voller ha affidato ai social un’amara riflessione: forse aveva “complicato inutilmente le cose”.

Traduzione dal burocratese sanitario: “Boia, bastava candidassi”.

Giani, dal canto suo, ha respinto l’idea che un infermiere debba essere considerato un professionista di serie B. Osservazione sacrosanta, perché il punto non è se un infermiere possa guidare un organismo importante. Può farlo eccome. La domanda è un’altra: per dirigere la struttura che rappresenta la mente scientifica della sanità toscana basta un’esperienza gestionale oppure servono competenze specifiche nella ricerca epidemiologica e nella valutazione dei servizi?

Secondo quanto riportato dal Corriere Fiorentino, alla domanda sull’assenza di esperienza Grasso avrebbe risposto Giani: «Non ha esperienza? Se la fa».

Una filosofia innovativa, buona per qualsiasi incarico pubblico: prima ti danno il posto e dopo impari il mestiere. Una specie di tirocinio, ma con il decreto di nomina già in tasca.

Casa Riformista considera invece gli attacchi “sterili e privi di fondamento” e invita ad aspettare il lavoro e i risultati. Ed è corretto: Grasso dovrà essere giudicato per ciò che farà. Ma presentare la vicenda come una favola limpida sul merito, dimenticando la sua recente e vistosa appartenenza politica, richiede una certa elasticità narrativa.

La nomina può essere professionalmente valida e, contemporaneamente, politicamente discutibile. Le due cose non si escludono. Anzi, in Toscana spesso viaggiano sullo stesso regionale: uno timbra il curriculum, l’altro la tessera.

Adesso parleranno i risultati, come sostiene Casa Riformista. Ed è giusto così. Nel frattempo, però, una prima diagnosi possiamo già azzardarla: la sanità cambia, le professioni crescono, ma per trovare rapidamente un incarico prestigioso una candidatura nella lista giusta continua a non essere una controindicazione.

Immagine illustrativa generata con intelligenza artificiale

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Gianni Bufaloni
Gianni Bufaloni
Gianni Bufaloni (nato il 1° aprile di un anno imprecisato, perché gli piace mantenere un alone di mistero) è un giornalista, scrittore e debunker di professione, noto per il suo acume nel smontare bufale e teorie del complotto con una buona dose di ironia. Cresciuto tra vecchie macchine da scrivere, giornali ingialliti e discussioni animate al bar, sviluppa fin da giovane un'insana passione per la verità… e per il caffè corretto. Dopo una laurea mai del tutto confermata in Giornalismo Investigativo presso l'Università della Vita e un master in Sarcasmo Applicato, si dedica alla sua missione: scovare fandonie, ridicolizzare fake news e dare il tormento ai complottisti più fantasiosi. Ha collaborato con testate inesistenti come Il Giornale delle Bufale, La Verità (Quella Vera) e Fact-Checker’s Monthly, oltre a essere autore del bestseller immaginario "La Terra è rotonda e altre scomode verità". Attualmente vive tra la redazione e i social, dove smonta quotidianamente le teorie più assurde con il suo motto: "Una bufala al giorno toglie il neurone di torno". Se lo cercate, probabilmente sta battibeccando con qualche utente convinto che gli Illuminati controllino il meteo.
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