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Al Partenio l’Arezzo toglie il sonno: il ritorno in B è già una notte da ricordare

Dalla fiducia nella vecchia guardia alle mosse coraggiose di Bucchi: Marco Rosati analizza per argomenti la vittoria in rimonta contro l’Avellino

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Al Partenio l’Arezzo toglie il sonno: il ritorno in B è già una notte da ricordare

Dalla fiducia nella vecchia guardia alle mosse coraggiose di Bucchi: Marco Rosati analizza per argomenti la vittoria in rimonta contro l’Avellino

E chi avrebbe mai pensato che prendere sonno sarebbe stato così difficile? Il film della partita continuava a scorrere nella testa e, una volta arrivato alla fine, ripartiva da capo come ne Il giorno della marmotta.

Troppa la gioia per questa vittoria. Dal giorno della promozione è una festa continua, una scoperta che si rinnova senza sosta. Ecco allora alcune considerazioni sulla gara di Avellino, elaborate a mente fredda. O quasi.

Bucchi e il Partenio

Per Cristian Bucchi lo stadio dell’Avellino sembra essere diventato una specie di portafortuna personale.

La storia comincia il 28 gennaio 2006, quando, da giocatore del Modena, realizza una tripletta al Partenio. Non basta però agli emiliani, che al termine di una partita rocambolesca perdono 5-4.

Il 4 marzo 2017 Bucchi torna in Irpinia alla guida del Perugia. Questa volta il Partenio gli sorride senza riserve: i grifoni travolgono l’Avellino per 5-0.

Si arriva così alla partita di ieri, con l’Arezzo nuovamente in Serie B dopo diciannove lunghi anni di attesa. Tre punti conquistati su un campo considerato quasi proibitivo e un altro ricordo da aggiungere alla collezione.

Morale: in caso di difficoltà, potremmo chiedere di eleggere il Partenio a campo neutro per le partite dell’Arezzo.

L’undici dello scorso anno

Con Cerri indisponibile, Bucchi si affida a Cianci nel ruolo a lui più congeniale: quello del centravanti capace di fare a sportellate, proteggere il pallone e aiutare la squadra a salire.

Nell’undici scelto per il ritorno in Serie B è la vecchia guardia a farla da padrone. Otto titolari su undici indossavano già la maglia amaranto nella scorsa stagione e hanno conquistato sul campo la promozione. Nunziante, Illanes e Sala sono gli unici nuovi “intrusi”.

Con i cambi, la proporzione aumenta ulteriormente: esce Sala e tutti i giocatori mandati in campo da Bucchi facevano già parte della rosa della stagione 2025-2026.

Un segnale evidente: la Serie B è cambiata, ma la fiducia nel gruppo che l’ha conquistata è rimasta intatta.

Lupi e agnelli

Nella tana dei lupi irpini, l’Arezzo avrebbe dovuto interpretare la parte dell’agnello sacrificale. Peccato che, calendario alla mano, il periodo dei sacrifici fosse ancora lontano.

La squadra amaranto si è presentata al Partenio per quello che è: un cavallino rampante che non ha paura di gettarsi nella battaglia, sportiva s’intende.

I lupi, convinti di trovarsi davanti un agnello ben disposto a farsi apparecchiare, sono rimasti spiazzati. E non hanno trovato le contromisure necessarie per fermare il destriero amaranto.

Le mosse di Bucchi

Bucchi, come detto, si affida inizialmente ai ragazzi protagonisti della promozione.

Quando Nesta cambia tre giocatori per dare maggiore consistenza e velocità al centrocampo e all’attacco dell’Avellino, il tecnico amaranto risponde inserendo Mawuli al posto di Sala, con l’obiettivo di contenere meglio gli avversari.

Nel secondo slot manda in campo Pattarello e Varela al posto di Arena e Cianci, ormai a corto di energie. È un messaggio piuttosto chiaro rivolto a Nesta: attacca pure, noi ripartiamo in velocità e poi vediamo che succede.

Il risultato gli ha dato ragione.

L’Arezzo continua a giocarsela fino in fondo, sempre. È questa la mentalità alla quale ci siamo abituati. Ricordate quanti punti sono arrivati negli ultimi minuti durante la scorsa stagione? Ecco, si ricomincia esattamente da lì.

Una squadra che non si abbatte

L’Arezzo non si è disunito dopo il gol del vantaggio dell’Avellino. Ha attraversato qualche minuto di comprensibile disorientamento, ma senza perdere equilibrio e convinzione.

Negli ultimi venti minuti del primo tempo la squadra amaranto si è stabilita nella metà campo avversaria, mentre i padroni di casa hanno provato a rendersi pericolosi soprattutto in contropiede. Nunziante, però, non è mai stato realmente chiamato in causa.

All’Arezzo è mancato soltanto il gol, arrivato poi all’inizio della ripresa con il rigore trasformato da Cianci.

Il secondo tempo è stato più intenso e combattuto. Le occasioni non sono mancate e Nunziante si è messo in evidenza con almeno due interventi importanti.

La difesa amaranto ha sofferto soprattutto Russo, autore del vantaggio dell’Avellino. Nei primi minuti l’attaccante irpino ha fatto il bello e il cattivo tempo sulla propria fascia, ma successivamente Renzi gli ha preso le misure riuscendo a limitarlo.

Illanes si è confermato il vero perno della retroguardia. Dirige il reparto ed è sempre presente quando serve l’intervento risolutore. Ha mostrato grande personalità fin dalla prima partita.

Di Ionita conoscevamo già qualità e carattere. È l’allenatore in campo, onnipresente, e il suo impegno rappresenta un esempio e uno stimolo per tutti i compagni. Come se non bastasse, al novantesimo si è fatto trovare nel posto giusto per segnare il gol della vittoria.

Meritano una sottolineatura anche i cambi di campo, con lunghi lanci indirizzati spesso verso Arena. Il suo controllo di palla è preciso: riesce a fermare il pallone senza concedergli neppure un centimetro di troppo.

Foto: S.S. Arezzo

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Marco Rosati
Marco Rosati
Prediligo chi pone e si fa domande ed ho terrore di chi ha solo certezze. Non riesco a saziare la mia curiosità. Mi ritengo un “giovane con esperienza” ma, quando ero adolescente, consideravo coloro che oggi sarebbero miei coetanei “vecchi matusalemme”. Ho fatto studi tecnici ma sono appassionato di storia e delle materie umanistiche in genere. Insomma sono un po’ (eufemismo?) complesso.
clickandfly dervizi foto video con drone o senza per agriturismi cantine

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