Arezzo per un pomeriggio si è trasformata in un gigantesco campo da gioco. E, come spesso succede quando qualcuno prova a organizzare qualcosa in città, contemporaneamente si è aperto anche il campionato mondiale del commento sui social.
Mercoledì 30 settembre le strade del centro hanno ospitato le riprese di “Let’s Play Ball”, nuovo game show destinato a Prime Video e prodotto da Banijay. Due squadre devono spingere enormi palloni attraverso la città seguendo un percorso prestabilito, senza telefoni, mappe o navigatori e affidandosi anche alle indicazioni dei passanti.
Ad Arezzo il percorso ha interessato, tra le altre, via Guadagnoli, Sant’Agostino, Corso Italia, Piazza Grande, piazza del Duomo e il Prato, con arrivo nell’area della Fortezza.
Fin qui la televisione.
Poi è arrivato il motorino.
Durante il passaggio della gigantesca palla rossa, uno scooter parcheggiato è finito a terra. Palla rossa 1, motorino 0. E da quel momento il vero spettacolo si è trasferito sui social.
Perché se Prime Video aveva previsto due squadre, gli aretini ne hanno immediatamente create almeno altre quattro.
Ci sono gli entusiasti: “Bellissimo”, “Bravi, valorizziamo Arezzo, bella pubblicità”. Quelli che vedono nell’iniziativa una possibilità per mostrare la città a un pubblico più vasto.
Poi ci sono i contrari senza possibilità di appello. “Bella caxxata”, “Che tristezza”, “Solo cagate pazzesche in questa città”, fino all’immancabile citazione fantozziana della “cagata pazzesca”.
Una corrente di pensiero particolarmente radicata propone invece attività alternative per i partecipanti: raccogliere limoni, togliere i succhioni agli olivi o, presumibilmente, dedicarsi a qualsiasi occupazione purché non comporti una palla di quattro metri nel centro di Arezzo.
Ma il vero dibattito costituzionale della giornata riguarda il motorino.
“C’era il divieto di sosta”, osservano alcuni.
“Ma raccattare il motorino no?”, rispondono altri.
Qualcuno precisa che lo scooter non sarebbe stato parcheggiato negli spazi destinati ai motocicli, mentre Giuseppe Joseph ha già posto la questione fondamentale che nessun ufficio sinistri aveva ancora avuto il coraggio di affrontare: “Se fanno il CID voglio il disegnino”.
Probabilmente il documento assicurativo più atteso dell’anno.
E c’è anche chi nota che una scena simile era già avvenuta durante le riprese del giorno precedente a Pisa, dove la gigantesca palla aveva avuto un incontro ravvicinato con un altro scooter.
A quel punto non è più un incidente. È quasi un format nel format.
Naturalmente non è mancata la polemica sui divieti di sosta e sulle modifiche alla viabilità necessarie per consentire le riprese. Per l’occasione il Comune aveva infatti disposto divieti e interruzioni temporanee del traffico lungo parte del percorso.
Per alcuni un disagio giustificato dalla promozione televisiva della città. Per altri l’ennesima dimostrazione che il genere umano avrebbe dovuto fermarsi qualche invenzione prima della televisione.
Nel mezzo resta Arezzo, ripresa dalle telecamere, attraversata da enormi palloni colorati e perfettamente fedele alla propria natura: davanti a qualunque avvenimento, prima si guarda, poi si discute e infine qualcuno suggerisce inevitabilmente di andare a lavorare.
Prime Video cercava partecipazione popolare.
Su quella, almeno, può stare tranquilla.


