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Dormire è naturale, l’insonnia un po’ meno: cosa ci insegnano gli animali

Dalla luce solare al rischio di predazione, dalla dieta alla massa corporea: i fattori che regolano il riposo nelle diverse specie e l’importanza del sonno per la salute umana

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Dormire è naturale, l’insonnia un po’ meno: cosa ci insegnano gli animali

Dalla luce solare al rischio di predazione, dalla dieta alla massa corporea: i fattori che regolano il riposo nelle diverse specie e l’importanza del sonno per la salute umana

Sonno, natura e cultura

Trascorriamo circa un terzo della nostra vita dormendo. Eppure, i disturbi del sonno e l’insonnia rappresentano un problema sempre più rilevante per la salute e la qualità della vita.

Nel nostro organismo esiste un sistema biologico sincronizzato con l’alternanza tra luce e buio. Il principale “orologio” circadiano si trova nel nucleo soprachiasmatico, una piccola area dell’ipotalamo che coordina il ritmo sonno-veglia e contribuisce a regolare numerose funzioni dell’organismo.

Quasi tutti i tessuti e gli organi possiedono inoltre propri ritmi circadiani. La luce naturale è il principale segnale esterno che li mantiene sincronizzati, ma intervengono anche gli orari dei pasti, l’attività fisica, lo stress, la temperatura e le abitudini sociali.

Come gli esseri umani, anche gli animali dormono. La durata e le modalità del loro sonno, tuttavia, variano profondamente da una specie all’altra e dipendono dall’ambiente, dalle caratteristiche biologiche e dalle strategie di sopravvivenza.

Il sonno è una componente essenziale della salute. Alterazioni persistenti della sua durata, qualità o regolarità possono associarsi a conseguenze negative sul benessere fisico e mentale. Non è però corretto considerarlo, da solo, una misura certa della longevità: il rapporto tra sonno, malattie e durata della vita è complesso e può essere influenzato da numerosi fattori.

Quando si altera la sincronia tra il nostro organismo, la luce naturale, gli orari dei pasti, il lavoro e lo stile di vita, anche il sonno può risentirne. L’insonnia persistente non deve essere banalizzata e, quando compromette la vita quotidiana, richiede una valutazione professionale.

Alimentazione equilibrata, sonno adeguato, movimento e cultura della salute possono essere considerati elementi fondamentali per vivere meglio e più a lungo.

Sto preparando uno studio dedicato al sonno, che sarà presentato nel corso di alcune conferenze in programma in diverse città italiane durante il prossimo autunno. Ritengo infatti che sia ancora insufficiente la conoscenza degli effetti che qualità, durata e regolarità del riposo possono avere sul nostro organismo.

Alla riflessione è allegata una tabella che mette a confronto le ore di sonno degli esseri umani e di alcune specie animali. I dati devono essere considerati indicativi: possono variare in base all’età, all’ambiente, alle condizioni di osservazione e alle caratteristiche del singolo individuo.

Oltre al ritmo tra luce e buio, sono diversi i fattori biologici ed ecologici che contribuiscono a determinare quanto e come dormono gli animali.

Rischio di predazione

Dormire significa ridurre temporaneamente la capacità di reagire ai pericoli. Per questo motivo, le specie maggiormente esposte ai predatori tendono ad adottare periodi di riposo più brevi, frammentati o trascorsi in condizioni che permettono di mantenere un certo livello di vigilanza.

Animali di grandi dimensioni come giraffe, cavalli ed elefanti dormono generalmente meno rispetto a molte specie più piccole. Alcuni possono riposare in piedi, alternando brevi periodi di sonno e veglia.

I grandi predatori e gli animali che dispongono di rifugi relativamente sicuri, invece, possono dedicare al riposo periodi più lunghi. Non si tratta comunque di una regola assoluta: ogni specie ha sviluppato una propria strategia.

Dieta e ricerca del cibo

La dieta influenza soprattutto il tempo che un animale deve dedicare alla ricerca, all’assunzione e alla digestione del cibo.

I grandi erbivori trascorrono molte ore a pascolare, masticare e assimilare notevoli quantità di materiale vegetale, spesso con una densità energetica relativamente bassa. Questo lascia meno tempo disponibile per il sonno.

Molti carnivori, invece, consumano alimenti ad alta densità energetica e possono trascorrere intervalli più lunghi senza cercare altro cibo. Ciò consente loro di dedicare più tempo al riposo, soprattutto quando si trovano in condizioni di sicurezza.

Massa corporea e metabolismo

Tra i mammiferi terrestri esiste, in alcuni gruppi, una relazione tra dimensioni corporee, metabolismo, alimentazione e durata del sonno. Gli animali più grandi, in particolare molti erbivori, tendono generalmente a dormire meno rispetto alle specie più piccole.

Non è tuttavia possibile spiegare le differenze attraverso la sola massa corporea. Il sonno animale è il risultato dell’interazione tra metabolismo, dieta, rischio di predazione, habitat, struttura sociale e storia evolutiva.

La natura può indicarci una strada, ricordandoci che il sonno non è tempo sottratto alla vita, ma una sua funzione essenziale.

La cultura e i nostri comportamenti possono aiutarci a rispettare i ritmi biologici oppure allontanarci da essi. Conoscere il sonno significa quindi comprendere meglio il nostro corpo e imparare a proteggerne l’equilibrio.

Immagine illustrativa generata con intelligenza artificiale 

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Dott. Pierluigi Rossi
Dott. Pierluigi Rossi
Laureato in Medicina Chirurgia è Specialista in Scienza della Alimentazione, Specialista in Igiene e Medicina Preventiva. E’ stato Primario presso la ASL di Arezzo, Servizio Sanitario della Toscana, per 22 anni, Direttore della U.O. Direzione Sanitaria della stessa ASL, dove ha creato e diretto Ambulatorio di Nutrizione Clinica. Docente dal 1995 al 2009 di Scienza della Alimentazione presso la Università degli Studi di Siena. Docente (a.c.) presso la Università degli Studi di Bologna. E’ autore di un considerevole numero di ricerche scientifiche pubblicate in riviste italiane ed internazionali. Autore di libri. Ha fondato la Scuola di Alimentazione Consapevole, dirige e insegna in Master e Corsi di Nutrizione Clinica a medici, biologi, farmacisti e personale sanitario in molte città italiane e all’estero. Ha elaborato il Metodo Molecolare (Dieta Molecolare) che supera il calcolo giornaliero delle Calorie, considerato un artefatto scientifico perché il corpo umano utilizza per il suo lavoro metabolico solo energia chimica (ATP) e non certo il calore.
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