Aggiornamento del 2 ottobre 2026. Il gruppo consiliare del Partito Democratico ci ha comunicato di aver inviato per errore un comunicato della settimana precedente e ci ha trasmesso il testo corretto. Abbiamo quindi aggiornato integralmente l’articolo. Il precedente pezzo era stato redatto sulla base del comunicato ricevuto.
Il PD di Arezzo non chiede dunque oggi di introdurre una modifica già approvata, come risultava dal testo inviato per errore. La posizione corretta è diversa: le modifiche varate dal Consiglio comunale il 24 settembre migliorano il regolamento di polizia mortuaria, ma secondo il gruppo democratico non ne risolvono le criticità di fondo.
Un equivoco nato da un comunicato finito nella casella sbagliata al momento sbagliato. Succede. Anche alla politica, che evidentemente oltre ai regolamenti deve ancora trovare il modo di regolamentare il tasto “invia”.
Nel corso dell’ultima seduta del Consiglio comunale, il gruppo PD ha confermato il voto contrario al regolamento, già espresso nel marzo scorso, pur riconoscendo come positive alcune delle correzioni approvate.
Tra queste c’è l’estensione del diritto al ricongiungimento nei cimiteri extraurbani anche ai parenti fino al secondo grado. Il testo approvato consente infatti la sepoltura nello stesso cimitero dove riposano coniuge, genitori, figli, fratelli, sorelle, convivente legalmente riconosciuto o un parente di secondo grado, anche quando quel camposanto non corrisponde all’ultima residenza del defunto.
Il PD rivendica in particolare l’emendamento presentato dal consigliere Andrea Gallorini, che ha uniformato il criterio includendo anche i nonni e gli altri parenti di secondo grado.
Per il gruppo democratico, però, questo non basta a chiudere la questione. Le critiche riguardano soprattutto gli effetti prodotti nei mesi di applicazione del precedente regolamento, compresi i casi di cosiddetta “doppia sepoltura” e i costi aggiuntivi sostenuti da alcune famiglie.
Sul tema dei ristori il PD sostiene che la risposta della maggioranza resti insufficiente e ricorda di aver presentato un proprio atto di indirizzo, illustrato dal capogruppo Alessandro Caneschi, per chiedere misure più definite per le famiglie coinvolte.
Nella stessa seduta, tuttavia, il Consiglio ha approvato anche un atto di indirizzo che impegna Giunta e Arezzo Multiservizi a ricostruire le situazioni verificatesi tra marzo e settembre e a valutare possibili forme di ristoro o agevolazione per chi abbia sostenuto spese aggiuntive.
Il regolamento modificato è stato approvato con 21 voti favorevoli e 7 contrari. Il PD resta quindi contrario al testo complessivo, pur riconoscendo il passo avanti rappresentato dalle modifiche sul ricongiungimento familiare.
La richiesta politica che resta sul tavolo riguarda ora soprattutto investimenti e programmazione: secondo i dem servono più risorse sia per il cimitero urbano sia per quelli delle frazioni, evitando che la riduzione delle possibilità di sepoltura diventi semplicemente un modo per contenere la necessità di nuovi spazi.
Insomma, il comunicato corretto racconta una storia decisamente diversa da quello arrivato per errore: non “cambiate il regolamento”, ma “lo avete migliorato, però per noi non basta”.
Una differenza piccola solo per chi considera la politica un genere letterario nel quale prima si pubblica e poi, eventualmente, si legge.
Questo articolo usa l’ironia per commentare fatti reali.

