A Villa Severi arrivano segnalazioni e video di cani lasciati liberi nel parco, fuori dalle aree destinate allo sgambamento. Non parliamo di un’invasione di belve feroci né della versione aretina di Jurassic Park: nella maggior parte dei casi si tratta di animali tranquilli, accompagnati dai loro proprietari. Ma il punto, purtroppo per chi sperava nell’eccezione simpatia, è un altro.
Il Regolamento per la tutela degli animali del Comune di Arezzo, all’articolo 39, consente l’accesso dei cani nei giardini e nei parchi pubblici, ma stabilisce l’obbligo di utilizzare il guinzaglio. Nelle aree appositamente destinate ai cani, invece, possono muoversi liberamente sotto la responsabilità degli accompagnatori.
Tradotto dal burocratese: nel parco il cane può entrare, ma non può fare il turista indipendente. Per correre senza guinzaglio ci sono gli spazi dedicati.
La questione diventa ancora più evidente negli orari di maggiore frequentazione, quando a Villa Severi ci sono bambini, persone che corrono, famiglie, altri cani e anche cittadini che degli animali possono avere paura. Il fatto che un cane sia anziano, docile, conosciuto nel quartiere e probabilmente più educato di parecchi esseri umani non modifica il regolamento.
Alla redazione sono arrivati alcuni filmati. Abbiamo scelto di non pubblicare immagini nelle quali le persone siano riconoscibili, perché l’obiettivo non è mettere qualcuno alla gogna ma ricordare una regola di convivenza. Il problema non è “quella signora”, “quel signore” o “quel cane”: è l’abitudine di considerare facoltative le norme quando siamo convinti che il nostro caso sia diverso.
E magari il proprio cane è davvero buonissimo. Quello dell’altro pure. Poi i due si incontrano, scoprono di non aver letto il curriculum reciproco e la discussione rischia di diventare meno civile di quella tra proprietari.
Un po’ di buon senso aiuta anche a distinguere le situazioni: lasciare libero per pochi minuti un animale quando il parco è praticamente deserto non produce lo stesso rischio di farlo nelle ore affollate. Ma la regola rimane la stessa. E soprattutto, quando gli spazi sono condivisi, la libertà del cane deve convivere con quella di chi passeggia senza voler partecipare a un incontro ravvicinato.
A Villa Severi, dunque, niente processo ai cani e nemmeno ai padroni. Solo un promemoria semplice: fuori dalle aree di sgambamento, guinzaglio. Non sarà rivoluzionario, ma anche le rivoluzioni civiche, ad Arezzo, a volte cominciano da un moschettone.
Questo articolo usa l’ironia per commentare fatti reali.


