La sicurezza urbana ad Arezzo è stata al centro della riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, presieduta nel pomeriggio di mercoledì 7 ottobre dal prefetto Fabrizio Stelo a Palazzo del Governo.
Al tavolo hanno partecipato il sindaco di Arezzo, il comandante della Polizia Locale e i vertici provinciali delle Forze di Polizia. Sul tavolo, in sostanza, i problemi che i cittadini conoscono già bene: degrado, vivibilità degli spazi pubblici, controlli e sicurezza percepita.
Uno dei temi principali è stato il potenziamento della videosorveglianza urbana. Il Comitato ha esaminato lo stato dei programmi già previsti e le possibili nuove installazioni nelle zone considerate più bisognose di controllo e monitoraggio.
Spazio anche all’illuminazione pubblica, indicata come uno degli strumenti utili per migliorare la sicurezza e scoraggiare situazioni di degrado. Perché, prima ancora delle grandi strategie, a volte aiuta perfino riuscire a vedere dove si mette i piedi.
È stata poi affrontata la programmazione di servizi coordinati “ad alto impatto” nelle aree dove si concentrano le maggiori criticità. L’obiettivo dichiarato è aumentare la presenza visibile delle Forze di Polizia, rafforzare la prevenzione e dare risposte alle segnalazioni dei cittadini.
Un capitolo specifico ha riguardato la cosiddetta “malamovida”: disturbo della quiete pubblica, consumo eccessivo di alcol, episodi di inciviltà, danneggiamenti e comportamenti che possono alimentare una sensazione di insicurezza nelle zone di maggiore aggregazione serale e notturna.
Prefettura, Comune, Polizia Locale e Forze dell’Ordine hanno condiviso la necessità di proseguire e rafforzare i controlli nelle aree più interessate dalla presenza di giovani e avventori, coordinando le rispettive attività.
Il prefetto Fabrizio Stelo ha sottolineato che la sicurezza urbana si costruisce attraverso una presenza costante sul territorio, la collaborazione tra le istituzioni e interventi tempestivi sulle situazioni che generano disagio e insicurezza.
La linea, dunque, è tracciata: più prevenzione, più coordinamento, più controlli e più strumenti sul territorio. Adesso, come sempre, la parte meno semplice: trasformare i tavoli in risultati visibili fuori dai tavoli.


