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Castiglion Fiorentino, Caffè Letterario al Cassero: Rinascimento contesta l’uso occasionale

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Castiglion Fiorentino, Caffè Letterario al Cassero: Rinascimento contesta l’uso occasionale

A Castiglion Fiorentino il futuro del Caffè Letterario al Cassero torna al centro della polemica politica. In un comunicato del 6 ottobre, il gruppo consiliare Rinascimento Castiglionese contesta il passaggio dal progetto di uno spazio stabile, collegato al sistema museale e all’area archeologica, a un utilizzo che definisce ormai occasionale.

Il bersaglio è la distanza fra le promesse iniziali e la gestione successiva. Il taglio del nastro, osserva in sostanza il gruppo, riesce sempre benissimo. È quando bisogna tenere aperta la porta che cominciano le complicazioni.

La ricostruzione di Rinascimento Castiglionese parte dal 2018, quando il Comune avrebbe riacquisito l’ex cabina SIP nell’area del Cassero. Nel 2019, secondo il comunicato, sarebbero arrivati 100.000 euro di finanziamento GAL per riqualificare la struttura come bookshop e Caffè Letterario, ai quali si sarebbero aggiunti 13.000 euro di fondi comunali: 113.000 euro complessivi.

Il gruppo ricorda poi un primo bando di gestione andato deserto nel 2021 e un successivo tentativo con l’Ente Serristori, che avrebbe rinunciato dopo appena cinquanta giorni. Alla fine dello stesso anno sarebbe stato deciso un nuovo bando, fino all’affidamento della gestione nel marzo 2022.

Di quel periodo Rinascimento Castiglionese richiama una presentazione pubblica che descriveva il Caffè Letterario, appena aperto, come un punto di ritrovo già frequentato da giovani e meno giovani. L’idea era offrire un luogo in cui fermarsi dopo la visita ai musei, prendere un caffè e partecipare a presentazioni di libri, prolungando la permanenza al Cassero.

La contestazione riguarda ciò che è successo dopo. Secondo il gruppo consiliare, una delibera risalente a circa due mesi fa avrebbe ricondotto la struttura a un “utilizzo temporaneo e precario”, con possibilità di impiego “a consumo”. Nel comunicato non sono indicati il numero e la data esatta dell’atto: questa ricostruzione e la lettura delle sue conseguenze sono quelle proposte da Rinascimento Castiglionese.

Per il gruppo, il punto non è negare che una gestione possa incontrare difficoltà, ma chiedere conto del venir meno della funzione originaria dopo l’investimento di risorse pubbliche. In altre parole: il caffè può anche essere ristretto, il progetto culturale un po’ meno.

Le proposte avanzate sono un collegamento effettivo con il sistema museale e l’area archeologica, una gestione unica o fortemente coordinata e un calendario di aperture sostenibile. In inverno, il gruppo suggerisce di concentrarsi sui fine settimana; in primavera e in estate, di prevedere un’attività più ampia e strutturata, dando spazio anche a giovani con idee e voglia di lavorare.

“Non si chiede un miracolo all’Amministrazione, ma programmazione”, sostiene Rinascimento Castiglionese. La critica politica è netta: l’amministrazione saprebbe inaugurare e raccontare i progetti, ma entrerebbe in affanno quando si tratta di farli funzionare nel tempo.

Il comunicato riporta la posizione del gruppo consiliare e non contiene una replica dell’amministrazione. La domanda che pone è concreta: quale funzione dovrà avere il Caffè Letterario al Cassero, e con quali orari e modalità di gestione? Perché le fotografie dell’inaugurazione si conservano benissimo. A uno spazio pubblico, però, serve anche un futuro.

Questo articolo usa l’ironia per commentare fatti e contestazioni riportati nel comunicato di Rinascimento Castiglionese.

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