A Castiglion Fiorentino si registra un evento che meriterebbe un’apposita campana a festa: maggioranza e opposizione, almeno per qualche minuto, sembrano aver trovato un punto sul quale non lanciarsi addosso il secchio dell’umido. Il tema è la raccolta dei rifiuti e Rinascimento Castiglionese, commentando un recente intervento social del sindaco Mario Agnelli, sostiene che anche il primo cittadino abbia aperto alla necessità di rivedere l’attuale modello organizzativo.
Il gruppo consiliare parte infatti con una frase che, nella politica locale, ha quasi il sapore della fantascienza: «Stavolta siamo d’accordo con il Sindaco». Secondo Rinascimento Castiglionese, le parole di Agnelli segnerebbero un cambio di passo rispetto alla linea fin qui sostenuta dall’amministrazione sulla raccolta differenziata e sul porta a porta.
L’opposizione rivendica di aver sollevato il problema da oltre due anni, soprattutto per le campagne, le case sparse e le zone a bassa densità abitativa. La tesi è che il porta a porta possa avere una logica nei centri urbani ma diventi più complicato e costoso quando il bidone deve fare più chilometri del postino. Da qui la richiesta di un modello meno uniforme e più aderente alle caratteristiche del territorio.
Va ricordato che i risultati sulla differenziata, almeno nei numeri ufficiali del Comune, non sono trascurabili: nel 2024 Castiglion Fiorentino era arrivato al 68,41 per cento e l’amministrazione ha poi indicato percentuali attorno al 70 per cento anche negli anni successivi. Il punto sollevato da Rinascimento Castiglionese non è quindi soltanto quanto si differenzia, ma quanto costa e come il servizio viene organizzato. Perché anche il bidone più virtuoso, quando arriva la Tari, smette improvvisamente di sorridere.
Sui costi, del resto, il malumore non nasce oggi. Già nel giugno 2025 lo stesso Comune aveva denunciato che il costo complessivo della Tari era passato da 970 mila euro nel 2003 a circa 2,78 milioni nel 2025, parlando apertamente di tariffe penalizzanti. Rinascimento Castiglionese prende adesso questo tema e lo porta un passo più avanti: se si ritiene necessario rivedere il modello organizzativo anche per contenere la spesa, allora, sostiene il gruppo, una parte del problema va cercata anche nelle scelte compiute finora.
Le proposte messe sul tavolo sono quattro: isole ecologiche stradali informatizzate, più controlli e ispettori ambientali, orari più ampi e flessibili per l’isola ecologica e un sistema di raccolta differenziato in base alle diverse zone del comune. Non esattamente la scoperta della fusione nucleare, ma nella gestione dei rifiuti anche riuscire a far incontrare un cassonetto con chi ne ha bisogno può già sembrare ricerca avanzata.
Nel comunicato viene richiamata anche la situazione degli operatori della raccolta, ai quali il gruppo riconosce uno sforzo importante dentro un’organizzazione che, a suo giudizio, avrebbe bisogno di essere ripensata. Un passaggio opportuno, perché quando la politica discute di modelli, percentuali e piani industriali, alla fine c’è sempre qualcuno che alle sei del mattino il bidone deve svuotarlo davvero.
Rinascimento Castiglionese dice quindi di essere disponibile a sostenere un progetto serio di revisione del servizio e attende ora il piano dell’assessore Francesca Sebastiani. Il messaggio finale è semplice: cambiare idea non sarebbe un problema, annunciare il cambiamento e poi lasciare tutto com’è sì.
A Castiglion Fiorentino, insomma, la raccolta differenziata potrebbe aver prodotto il suo risultato più raro: per un attimo ha separato le polemiche dai problemi concreti. Adesso resta da vedere in quale contenitore finiranno le proposte.
Questo articolo usa l’ironia per commentare fatti reali e dichiarazioni politiche pubbliche.


