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Al Partenio debutta la Sputaci: l’Arezzo vince e ora guai a lasciarla a casa

Tra bandiere amaranto e cori da trasferta spunta il cartello dedicato ad Angiolina Cipollini. Coincidenza vuole che l’Arezzo rimonti l’Avellino e vinca al novantesimo: convocazione confermata anche per la prossima

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Al Partenio debutta la Sputaci: l’Arezzo vince e ora guai a lasciarla a casa

Tra bandiere amaranto e cori da trasferta spunta il cartello dedicato ad Angiolina Cipollini. Coincidenza vuole che l’Arezzo rimonti l’Avellino e vinca al novantesimo: convocazione confermata anche per la prossima

Al Partenio è tornato l’Arezzo in Serie B dopo diciannove anni, ma insieme alla squadra ha fatto il suo debutto in cadetteria anche una convocata fuori lista: l’Angiolina, al secolo la Sputaci.

Niente certificato medico, nessun contratto depositato e soprattutto nessuna pretesa sul premio partita. È arrivata nel settore ospiti sopra un cartello, con il suo sguardo sornione e quell’aria da aretina che pareva dire: “Oggi se pòl anche perdere, ma vedete de un me  fà venì fin quaggiù per nulla”.

Detto, fatto. O quasi.

L’Avellino passa in vantaggio al 15′ con Russo e per un tempo sembra che il viaggio dell’Angiolina debba finire con una discreta giratura di scatole. Poi Cianci pareggia su rigore al 56′ e, proprio al novantesimo, Ionita firma il 2-1 amaranto. Dopo diciannove anni lontano dalla Serie B, l’Arezzo rientra dalla porta principale e si porta via tre punti dal Partenio. confermano risultato e marcatori; sull’intervento soprannaturale della Sputaci, invece, la Lega B non ha ancora diffuso statistiche ufficiali.

Altro che algoritmi: bastava portassi l’Angiolina

Ora, noi siamo gente seria e sappiamo benissimo che una partita si vince con il gioco, il carattere e i cambi dell’allenatore. Però sappiamo anche che Ionita ha segnato al novantesimo proprio mentre quel cartello se ne stava in curva a guardare tutti.

Sarà una coincidenza? Certamente.

Ci crediamo? Nemmeno per sogno.

Da oggi il cartello entra quindi nella dotazione obbligatoria della trasferta amaranto: biglietto, sciarpa, documento e Sputaci. Se manca uno dei quattro, il pullman non parte. E se qualcuno prova a lasciarla ad Arezzo, si assume personalmente la responsabilità del risultato.

Angiolina Cipollini non è una figura inventata dalla curva. Fu uno dei personaggi popolari più riconoscibili della vecchia Arezzo: viveva ai margini, raccoglieva mozziconi, chiedeva qualche spicciolo e rispondeva agli scherzi dei ragazzi con battute colorite e, quando occorreva, con il bastone. Morì nel 1970, ma rimase nella memoria cittadina fino a diventare un simbolo delle radici aretine. Nel 2010 le fu dedicata anche una statua lungo il Sentiero della Bonifica, in località San Zeno. La sua storia è ricostruita da

Una vittoria con sputo apotropaico incorporato

Dal Corso al Partenio, dunque, l’Angiolina ne ha fatta di strada. E alla prima trasferta ha mostrato una media punti che farebbe gola a parecchi direttori sportivi: una presenza, una vittoria, tre punti.

Bucchi prepara le partite, Cianci segna i rigori, Ionita risolve le questioni al novantesimo. Ma in curva, per sicurezza, continuiamo a portare anche lei. Perché il calcio moderno sarà pure fatto di possesso palla, intensità, expected goals e lavagnette elettroniche, ma una vecchia aretina col bastone resta tatticamente imprevedibile.

Adesso il problema è un altro: dopo una vittoria così, chi trova il coraggio di non convocarla?

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Il Taccuino della Curva Sud
Appunti presi sui gradoni, tra una contestazione e un panino freddo. Scrive poco, guarda molto, applaude raramente.

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