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La formazione del Barre: via il Calice, contro il Südtirol si passa all’archibugio

Il Südtirol arriva con linee strette, difesa compatta e ripartenze. Al Barre la risposta è già pronta: centravanti, Pattarello alle spalle, Sala e Ionita larghi, Chierico libero di inventare. Una formazione che Bucchi probabilmente non si aspetta. E forse nemmeno chi l’ha disegnata

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La formazione del Barre: via il Calice, contro il Südtirol si passa all’archibugio

Il Südtirol arriva con linee strette, difesa compatta e ripartenze. Al Barre la risposta è già pronta: centravanti, Pattarello alle spalle, Sala e Ionita larghi, Chierico libero di inventare. Una formazione che Bucchi probabilmente non si aspetta. E forse nemmeno chi l’ha disegnata

🍷 Il calice amaranto
Opinioni, impressioni e analisi sul mondo dell’Arezzo calcio viste dalla parte del tifoso. Una rubrica di Cesare Fracassi, tra campo, mercato e passione amaranto.

Prima della partita di domenica vale la pena fare una deviazione nel bosco.

Il Südtirol dispone a Maso Ronco, nella zona di Monticolo, di un centro sportivo moderno e immerso nel verde che, almeno a vederlo, fa sembrare perfino quello dell’Empoli roba già conosciuta.

Campi, strutture, tecnologia, organizzazione. Dietro c’è il particolare modello societario del club altoatesino e ci sono stati anche importanti contributi pubblici della Provincia autonoma di Bolzano.

Insomma, in qualche modo un pezzettino di quel paradiso calcistico nel bosco lo abbiamo pagato anche noi contribuenti. Magari non ci faranno entrare negli spogliatoi, ma almeno guardare le fotografie dovrebbe essere compreso nel prezzo.

Detto questo, veniamo a domenica.

Contro il Genoa in Coppa il Südtirol ha fatto un bel turnover, ma l’impianto di gioco non cambia molto: difesa compatta, linee strette, pochissimo spazio centrale.
Ti invitano ad aggirarli sulle fasce, ti accompagnano fuori e aspettano che nel mezzo si apra qualcosa.
Poi ripartono.
E quando ripartono non mandano una raccomandata tre giorni prima.

Per questo al Barre abbiamo affrontato il problema con la consueta competenza scientifica.
Sono emersi pareri, consigli e naturalmente opinioni discordanti, perché se al bar due persone sono d’accordo sulla formazione una delle due probabilmente non ha ancora bevuto.
Io, comunque, questa volta partirei con una disposizione quasi cartesiana.
Una bella ordinata.

Davanti un centravanti di ruolo.

Subito dietro Pattarello.
A destra Sala, a sinistra Ionita.
Chierico libero di muoversi, aiutare la regia, spostarsi sull’intero fronte e soprattutto andare a caccia delle seconde palle.
Più indietro Viviani, al centro, a tenere ordine.
Dietro niente rivoluzioni: Renzi, Gilli, Illanes e Righetti.

In porta?
Qui il Barre introduce un criterio tecnico rivoluzionario: giochi chi esce bene e comanda la difesa.
Sembra poco, ma per un portiere non sarebbe una cattiva idea.

LA FORMAZIONE DEL BARRE
PORTIERE

DIFESA
Renzi – Gilli – Illanes – Righetti

MEDIANO
Viviani

TREQUARTI
Sala – Chierico – Ionita

SECONDA PUNTA
Pattarello

CENTRAVANTI
uomo di ruolo

Più che un modulo, un sistema di coordinate.
L’ordinata cartesiana amaranto.
L’idea è abbastanza semplice: evitare di andare a sbattere continuamente contro il muro centrale del Südtirol, tenere ampiezza con Sala e Ionita, lasciare Pattarello vicino alla punta e concedere a Chierico la libertà necessaria per inserirsi dove nasce la seconda palla.
Perché contro una squadra così organizzata non basta far girare il pallone.
Bisogna costringerla a scegliere.
Se si stringe, allarghi.
Se si allarga, cerchi Pattarello e il centravanti dentro.
Se respinge, Chierico deve essere lì.
Sembra semplice quando lo spieghi seduto a un tavolo.
È uno dei motivi per cui il calcio da bar resta nettamente superiore al calcio vero.

Poi naturalmente c’è Bucchi.
E Bucchi ci ha già fatto capire una cosa: con lui si vince o si perde, di pareggi se ne vedono pochi.
A questo punto tanto vale provare a sorprendere anche il Südtirol.
Magari si aspetta l’Arezzo visto finora.
Magari si aspetta equilibrio, pazienza, costruzione.
E invece gli arriva l’ordinata cartesiana del Barre.
Così non se l’aspettano.
Forse.

Fuori dal campo: tre Daspo dopo Empoli

Intanto, a partita ormai archiviata e tre punti già messi in tasca, è arrivato anche il conto del Castellani. La Questura di Firenze ha disposto tre Daspo di un anno nei confronti di altrettanti tifosi amaranto: secondo quanto comunicato dalla polizia, durante i filtraggi del settore ospiti erano stati trovati in possesso di fumogeni, poi sequestrati. Nel provvedimento non si parla di lanci né di scontri, ma del possesso del materiale durante i controlli.

Vista dalla curva, la faccenda lascia il solito retrogusto. A Empoli c’erano quasi mille aretini, una trasferta vera, rumorosa e finalmente premiata pure dal risultato. Poi bastano tre casi perché il racconto rischi di diventare, come sempre, “i tifosi dell’Arezzo”. Chi ha fatto chilometri, cantato novanta minuti e se n’è tornato a casa senza problemi finisce nello stesso pentolone mediatico. E il pentolone, si sa, non va troppo per il sottile.

Detto questo, arrivare ai filtraggi con materiale che sai benissimo verrà cercato resta un autogol abbastanza difficile da difendere. Il folklore da curva ha il suo fascino; un anno lontano dagli stadi molto meno. I provvedimenti possono essere impugnati e saranno eventualmente le sedi competenti a valutarli. Per ora il dato è questo: tre tifosi, tre Daspo.

Il calcio moderno ha il VAR in campo, i filtraggi fuori e, ogni tanto, pure lo scontrino differito.

Il Calice, per domenica, lo appoggiamo sul tavolo.
Carichiamo l’archibugio.
Poi Bucchi faccia naturalmente quello che vuole.
Lui ha il patentino.
Noi abbiamo il Barre.

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Cesare Fracassi
Cesare Fracassi
Nato ad Arezzo nel 1946, in via Crispi 66, al suono della prima sirena del Fabbricone. Frequentò le elementari a Sant'Agnese, una scuola di vita e di battaglie. Dopo le medie, proseguì con il liceo classico e intraprese studi di medicina e giurisprudenza, completando tutti gli esami di quest'ultima. Calciatore dilettante, fondatore della squadra Tuscar Canaglia, sciatore agonistico e presidente della FISI provinciale. Esperienze lavorative: mangimista, bancario, consulente finanziario, orafo, advisor per carte di credito, ideatore della 3/F Card, registrata presso la SIAE (sezione Olaf n°1699 del 13/4/2000) con il titolo "Global System", agricoltore e, ora, pensionato.

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