HomeCronacheFatti di cronacaOh ma che ve s’è rotto 'l cervello? Spaccata pure la fermata!

Oh ma che ve s’è rotto ‘l cervello? Spaccata pure la fermata!

Oh ma davvero si deve arrivare a spaccare pure le panchine per i più deboli? Ma che razza di gente gira oh!

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Oh ma che ve s’è rotto ‘l cervello? Spaccata pure la fermata!

Oh ma davvero si deve arrivare a spaccare pure le panchine per i più deboli? Ma che razza di gente gira oh!

AREZZO – Oh via… un’altra bella trovata da fenomeni da due soldi. Stavolta tocca alla fermata della corriera in via Masaccio, dove qualcuno – nel weekend di Pasqua, tanto per gradire – ha pensato bene di fare a pezzi le sedie messe apposta per chi un po’ di bisogno ce l’ha davvero.

E mica una seggiolina così per sbaglio: no no, qui s’è voluto fare il lavoro completo. Tutto spaccato, come se desse noia che qualcuno si potesse sedere tranquillo ad aspettare la corriera.

E dire che fino a pochi giorni prima era tutto a posto. Poi zac… arriva il genio di turno e via, si distrugge. Senza motivo, senza senso. Solo per fare danno.

La fermata, a dirla tutta, è già nota per essere ritrovo di gente che un è proprio da premio Nobel… ma qui si va oltre. Qui si parla proprio di vandalismo bello e buono, di quello ignorante, fatto tanto per fare.

E ora? Ora tocca aspettare. Perché, come sempre, a rimettere a posto ci vorrà tempo… e nel frattempo chi ne ha bisogno resta in piedi. Alla faccia del rispetto.

La gente un ne pole più

E nei commenti, come immaginabile, si vola basso… anzi bassissimo.

C’è chi la prende sul personale:
“Se li trovano, gli farei capire io… giusto per vedere se imparano!”

Chi va diretto al punto:
“Ci vole il cervello… e qui un ce n’è traccia.”

Chi si dispera:
“Ma dove si va a finire di questo passo… poveri noi.”

E poi il solito ritornello che torna sempre, puntuale come la pioggia:
“La mamma dei bischeri è sempre incinta.”

C’è anche chi tira fuori il tema sicurezza:
“Ma le telecamere? E soprattutto… funzionano?”

E tra rabbia, sospetti e qualche parola di troppo, resta una certezza sola: la gente è stufa marcia.

Perché va bene tutto…
ma spaccare una fermata usata da chi magari un può nemmeno stare in piedi…

oh, questa è proprio roba da senza vergogna.

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Gianni Bufaloni
Gianni Bufaloni
Gianni Bufaloni (nato il 1° aprile di un anno imprecisato, perché gli piace mantenere un alone di mistero) è un giornalista, scrittore e debunker di professione, noto per il suo acume nel smontare bufale e teorie del complotto con una buona dose di ironia. Cresciuto tra vecchie macchine da scrivere, giornali ingialliti e discussioni animate al bar, sviluppa fin da giovane un'insana passione per la verità… e per il caffè corretto. Dopo una laurea mai del tutto confermata in Giornalismo Investigativo presso l'Università della Vita e un master in Sarcasmo Applicato, si dedica alla sua missione: scovare fandonie, ridicolizzare fake news e dare il tormento ai complottisti più fantasiosi. Ha collaborato con testate inesistenti come Il Giornale delle Bufale, La Verità (Quella Vera) e Fact-Checker’s Monthly, oltre a essere autore del bestseller immaginario "La Terra è rotonda e altre scomode verità". Attualmente vive tra la redazione e i social, dove smonta quotidianamente le teorie più assurde con il suo motto: "Una bufala al giorno toglie il neurone di torno". Se lo cercate, probabilmente sta battibeccando con qualche utente convinto che gli Illuminati controllino il meteo.

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