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Arezzo e i lupi: in Consiglio si chiacchiera, fuori dai palazzi si convive

Tra lupi nei paesi, dati ignorati e responsabilità negate, la politica aretina continua a voltarsi dall’altra parte

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Arezzo e i lupi: in Consiglio si chiacchiera, fuori dai palazzi si convive

Tra lupi nei paesi, dati ignorati e responsabilità negate, la politica aretina continua a voltarsi dall’altra parte

Articolo – versione “Ortica”, rielaborata dal comunicato del Comitato Emergenza Lupo Arezzo

In Consiglio Comunale, quando si parla di lupi, ad Arezzo succede sempre la stessa cosa:
tanta scena, poche risposte e zero coraggio.

AUDI ALIAM PARTEM – Ascolta l’altra parte. Questa iscrizione campeggia a fianco degli uffici del Sindaco e del Vice Sindaco, sopra la porta che conduce all’aula consiliare. Chissà se l’hanno mai letta…

Il 29 gennaio s’è consumato l’ennesimo spettacolo stucchevole, un teatrino ormai rodato, dove tutti recitano la parte che gli riesce meglio. C’è chi fa il negazionista convinto, chi l’animalista militante, chi il prudente che chiede permesso pure per respirare. E intanto fuori dall’aula i lupi camminano nei paesi.

Il consigliere Lucci ha provato, con passo felpato, a infilare il tema in mezzo alla seduta: niente proclami, niente forconi, solo una domanda semplice semplice.
C’è un problema?
E qualcuno intende affrontarlo?

La risposta, manco a dirlo, è arrivata dalla solita postazione: l’assessorato all’animalismo, quello che un anno fa negava tutto e oggi finge di preoccuparsi, purché prima si faccia la dovuta professione di fede sulla “convivenza”. Una convivenza talmente perfetta che a Palazzo del Pero i lupi girano in branco, dieci esemplari fissi, tra case, cortili e scuole. Ma va tutto bene, eh.

Nel frattempo i dati ufficiali – non chiacchiere da bar – raccontano altro: aggressioni a persone, bambini coinvolti, animali domestici sbranati, incidenti stradali in aumento, patologie trasmissibili. Ma guai a dirlo troppo forte: disturba la narrazione.

E allora via col classico ritornello:
“Il Comune non ha competenze”.

Strano però, perché quando c’è da firmare accordi con associazioni animaliste, le competenze saltano fuori. Purché si parli di cuccioli, animali piccoli, iniziative spendibili politicamente. Il lupo adulto, quello che attraversa le strade e si infila nei paesi, invece diventa improvvisamente invisibile. O peggio: scomodo.

Il punto è tutto qui: non è vero che il Comune non c’entra nulla. Il Comune rappresenta la comunità, ne tutela gli interessi e dovrebbe garantire sicurezza. Lo dice la legge, non il Comitato Emergenza Lupo. E se la sicurezza viene meno, il problema non è filosofico, è amministrativo.

Ma ad Arezzo si preferisce galleggiare. Rimandare. Dire “le faremo sapere”. Perché governare è faticoso, mentre sventolare bandiere ideologiche costa poco ed è pure utile in campagna elettorale.

Resta una domanda che nessuno vuole affrontare:
quando la realtà bussa alla porta – e oggi bussa coi denti e col pelo – chi si assume la responsabilità?

Perché una cosa è fare propaganda, un’altra è amministrare.
E prima o poi, anche qui, la cronaca presenterà il conto.

Gianni Bufaloni
Gianni Bufaloni
Gianni Bufaloni (nato il 1° aprile di un anno imprecisato, perché gli piace mantenere un alone di mistero) è un giornalista, scrittore e debunker di professione, noto per il suo acume nel smontare bufale e teorie del complotto con una buona dose di ironia. Cresciuto tra vecchie macchine da scrivere, giornali ingialliti e discussioni animate al bar, sviluppa fin da giovane un'insana passione per la verità… e per il caffè corretto. Dopo una laurea mai del tutto confermata in Giornalismo Investigativo presso l'Università della Vita e un master in Sarcasmo Applicato, si dedica alla sua missione: scovare fandonie, ridicolizzare fake news e dare il tormento ai complottisti più fantasiosi. Ha collaborato con testate inesistenti come Il Giornale delle Bufale, La Verità (Quella Vera) e Fact-Checker’s Monthly, oltre a essere autore del bestseller immaginario "La Terra è rotonda e altre scomode verità". Attualmente vive tra la redazione e i social, dove smonta quotidianamente le teorie più assurde con il suo motto: "Una bufala al giorno toglie il neurone di torno". Se lo cercate, probabilmente sta battibeccando con qualche utente convinto che gli Illuminati controllino il meteo.

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