Ad Arezzo la sicurezza continua a far discutere. E mentre si preparano le luci della Città del Natale, c’è chi chiede più modestamente di accendere quelle di un ponte pedonale.
Succede nella zona del Teatro Tenda, lungo il collegamento tra il parcheggio del Palazzetto dello Sport e quello della Coop. Un attraversamento che, secondo Claudio P., nelle ore serali diventa un percorso decisamente poco rassicurante.
Il problema non è nuovo. Claudio racconta di averlo segnalato già lo scorso anno attraverso la chat del Comune, chiedendo un lampione al centro del ponte. I due punti luce alle estremità, spiega, sarebbero ormai schermati dalla vegetazione e nemmeno una semplice potatura garantirebbe un’illuminazione sufficiente.
All’epoca gli sarebbe stato risposto che la segnalazione sarebbe stata girata all’ex assessore Alessandro Casi per valutare gli interventi necessari. Un anno dopo, sostiene Claudio, nulla sarebbe cambiato. Evidentemente ad Arezzo anche la luce deve rispettare i tempi della burocrazia. Peccato che il buio, quello, sia sempre puntualissimo.
Il racconto di una presunta aggressione
A rendere più preoccupante la situazione è un episodio riferito dallo stesso Claudio P. Nei giorni scorsi, una donna che attraversava il ponte sarebbe stata avvicinata da due persone che avrebbero tentato di rapinarla, arrivando a colpirla con degli schiaffi. La donna avrebbe iniziato a gridare e i due presunti aggressori si sarebbero dati alla fuga. A causa dell’oscurità non sarebbe riuscita a riconoscerli.
L’episodio è riportato nella testimonianza del cittadino e, al momento, non abbiamo riscontri ufficiali che consentano di confermarne la dinamica. Resta la questione di un attraversamento pedonale che, secondo la segnalazione e come mostra la fotografia inviata, presenta ampie zone d’ombra.
Claudio conclude il suo intervento con una domanda che non avrebbe bisogno di ulteriori spiegazioni: «Dobbiamo aspettare che ci scappi il morto?» Una frase forte, che attribuiamo al suo autore. Ma anche una richiesta di attenzione che merita una risposta.
Da Campo di Marte al Pionta, Menchetti non molla
Nel frattempo, dall’altra parte della città, torna a farsi sentire Michele Menchetti. L’ex consigliere comunale non siede più nell’assise cittadina, ma quanto a comunicati stampa continua a tenere un ritmo che parecchi consiglieri in carica potrebbero invidiargli.
Nel suo ultimo intervento punta il dito contro il degrado di viale Maginardo, Campo di Marte e del vicino parco del Pionta. Secondo Menchetti, i residenti sarebbero esasperati da episodi di spaccio, consumo di droga, bivacchi, vandalismi, litigi e persone che si introdurrebbero perfino nei garage condominiali.
Sono situazioni denunciate dall’ex consigliere, non singoli episodi che possiamo considerare automaticamente accertati. Ma non si tratta certo della prima volta che il Pionta e l’attigua zona di Campo di Marte finiscono nelle cronache: nel tempo si sono susseguiti altri episodi e segnalazioni. Lo testimoniano anche gli articoli già pubblicati dall’Ortica, dal furto su un’auto al Pionta con un arresto ai controlli antidroga a Campo di Marte. Non tutto è la stessa cosa e non tutto è riconducibile al degrado, ma è difficile sostenere che siano luoghi dei quali si parla soltanto in occasione di un comunicato stampa. Sul tema dei controlli a Campo di Marte, L’Ortica aveva però già raccontato il sequestro di oltre 428 grammi di droga durante un’operazione della Squadra Mobile.
Menchetti se la prende anche con gli undici anni e mezzo di amministrazione di centrodestra, ricordando come proprio la sicurezza fosse uno dei cavalli di battaglia più sbandierati. E non risparmia una stoccata all’ipotesi di affidare un progetto speciale sulla sicurezza al consigliere Palazzini di Fratelli d’Italia. Il suo auspicio è che si faccia finalmente qualcosa di concreto, anziché aggiungere una delega all’organigramma.
La città delle feste e quella dei problemi
Menchetti parte da una considerazione sarcastica: archiviata la Fiera del Mestolo, concluso il Mercato Internazionale e con la Città del Natale alle porte, Arezzo sembra soprattutto impegnata a riempire le pance. Il suo riferimento al vecchio motto «Francia o Spagna purché se magna!» è politicamente polemico, ma offre uno spunto.
Perché una città può organizzare mercati, manifestazioni ed eventi di richiamo e contemporaneamente avere problemi quotidiani che non spariscono quando vengono accese le luminarie.
Del resto, la zona del Teatro Tenda era già finita sulle pagine dell’Ortica per i carrelli della spesa abbandonati nel torrente alle Caselle e, nei mesi precedenti, per i rifiuti dietro il Teatro Tenda. Problemi diversi, certo, ma sempre spazi pubblici che chiedono attenzione.
Campo di Marte, Pionta, viale Maginardo e il ponte del Teatro Tenda sono luoghi diversi, con criticità differenti. Sarebbe sbagliato metterli tutti nello stesso calderone, ma altrettanto sbagliato sarebbe ignorare le segnalazioni. E soprattutto, sicurezza non significa soltanto pattuglie, telecamere e proclami. Significa anche manutenzione, illuminazione, pulizia e cura degli spazi pubblici.
Un lampione non sarà la soluzione a tutti i mali, ma almeno cominciamo da quello
Nessuno pretende che un punto luce possa fermare ogni malintenzionato. Sarebbe una scoperta scientifica degna del Nobel, e probabilmente anche di una conferenza stampa a Palazzo Cavallo. Ma rendere visibile un passaggio pedonale è un intervento concreto, verificabile e assai meno complicato di tante promesse sulla sicurezza urbana.
La segnalazione di Claudio P. merita quindi una risposta precisa: il Comune ha effettuato sopralluoghi? Sono previsti interventi? E soprattutto, quando?
Quanto alle denunce di Menchetti, sarebbe utile conoscere quali controlli e iniziative siano effettivamente in programma per Campo di Marte, viale Maginardo e Pionta.
Perché ad Arezzo il problema non è scegliere tra una città delle feste e una città sicura. Dovrebbero poter convivere entrambe. Magari cominciando da un lampione. Che non sarà una rivoluzione, ma dopo un anno di attesa sarebbe già un piccolo miracolo amministrativo.
Segnalazione e fotografia del ponte del Teatro Tenda: Claudio P. Il racconto della presunta aggressione non è al momento confermato da riscontri ufficiali.


