A Castiglion Fiorentino gira un video che di turistico ha ben poco. Una strada del centro, la notte, un gruppo di persone, spinte e colpi, con qualcuno che finisce a terra. Una cinquantina di secondi che bastano a guastare la cartolina dell’isola felice. Ora sappiamo qualcosa di più: il filmato documenta un’aggressione avvenuta nella notte tra il 24 e il 25 ottobre, intorno alle due, e la vittima ha presentato denuncia ai carabinieri.
Il video circola su Facebook e ha scatenato una valanga di commenti. Qualcuno chiede che i protagonisti siano identificati. Qualcun altro scrive di non riconoscere più il proprio paese. Fin qui, preoccupazioni comprensibili davanti a immagini che non sono certo uno spot per la passeggiata serale.
Poi però la discussione prende la consueta scorciatoia social: c’è chi ha già stabilito la nazionalità dei presenti guardando le facce, chi tira in ballo la sinistra, chi propone espulsioni in blocco, chi invoca Vannacci e perfino chi si domanda se a Castiglioni servano le Forze Armate. Manca giusto una richiesta d’intervento della NATO, poi il consiglio di guerra è al completo.
Peccato per un dettaglio: da quelle immagini non si possono accertare nazionalità, responsabilità individuali e moventi. Condannare le botte è sacrosanto. Inventarsi un’identità per chi le avrebbe date è un’altra faccenda. E il principio vale per tutti, qualunque sia il passaporto.
La sicurezza, naturalmente, è una questione seria. E non basta liquidare ogni episodio come una ragazzata o dare la colpa alla movida, come se i bicchieri potessero prendere a pugni la gente da soli. I cittadini hanno diritto di sapere se i fatti siano stati segnalati e che cosa venga fatto per prevenire altre situazioni del genere.
C’è anche un precedente, distinto da questo filmato: nell’aprile 2025, dopo una rissa tra giovani in piazzale Garibaldi, il sindaco Mario Agnelli annunciò accertamenti della Polizia Municipale insieme ai Carabinieri attraverso le telecamere del centro. Allora il Comune prese posizione con parole nette. Sarebbe utile conoscere anche stavolta i fatti, prima che Facebook emetta la sua sentenza definitiva. Qui il comunicato comunale del 14 aprile 2025.
Quanto alla politica, il video è diventato pure occasione per regolare conti locali e rispolverare vecchie candidature. Un esercizio molto castiglionese: parte una spinta in piazza e, tre commenti dopo, siamo già alle prossime elezioni.
Aggiornamento del 27 ottobre, ore 19 circa. Secondo quanto riportato dal Corriere di Arezzo, l’episodio è avvenuto nella notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre, intorno alle due, nella zona bassa di Corso Italia, poco oltre Porta Fiorentina. La vittima è un artigiano castiglionese di 35 anni, che ha denunciato l’aggressione ai carabinieri. Sarebbe stato colpito con pugni e calci anche quando si trovava a terra. Le lesioni hanno reso necessario anche un intervento chirurgico alla spalla. Non proprio una scaramuccia da liquidare con due parole e una scrollata di spalle.
L’uomo, stando alla ricostruzione pubblicata, non conosceva i giovani che lo hanno aggredito. Nell’area erano presenti circa dieci persone, ma sarebbero un paio quelle che hanno materialmente colpito il trentacinquenne. L’origine del pestaggio resta da chiarire. I carabinieri stanno lavorando su immagini e testimonianze per identificare i responsabili: non risultano, nelle notizie consultate, identificazioni definitive.
L’avvocato Domenico Nucci, che assiste la vittima e ha diffuso il filmato su Facebook, ha denunciato la brutalità di chi ha continuato a colpire anche a terra, annunciando l’intenzione di costituirsi parte civile in caso di processo e chiedere un risarcimento.
Insomma, una persona è finita sotto i ferri mentre Facebook era già impegnato a compilare il censimento etnico dei presenti. Il pestaggio è un fatto serio, le responsabilità vanno accertate e chi ha picchiato deve risponderne. Ma le nazionalità e i moventi non si inventano a colpi di commenti: quelli, semmai, li stabiliscono le indagini, non il tribunale del pollice digitale.
La domanda ora è concreta: chi ha aggredito il trentacinquenne, e perché? Tocca agli investigatori rispondere, non alla fantasia della piazza virtuale.
Questo articolo usa l’ironia per commentare immagini e reazioni reali, senza attribuire responsabilità non accertate.

