Nel vasto catalogo delle grandi opere aretine, un posto d’onore spetta di diritto alla mitica Cameretta di Via Fiorentina.
Non una stanza da letto per ospitare i sogni di gloria della giunta, sia chiaro, ma un vero e proprio abisso ingegneristico profondo dodici metri.
Una voragine concepita con un nobile scopo: sfidare le leggi della natura e le falde acquifere che in passato alimentavano l’ex lago accanto alla Lebole.
Il cantiere, ormai entrato nella fase del mito eterno, ha visto l’assessore Gamurrini lottare strenuamente contro il fango.
Voci di corridoio dicono che mentre gli operai spalavano melma senza sosta, l’assessore sussurrasse teneri ringraziamenti all’ex sindaco Ghinelli per averlo infilato in questo meraviglioso, freschissimo pantano.
Un regalo dei precedenti mandati, di cui ha fatto parte attiva anche Gamurrini, che continua a donare forti emozioni e, soprattutto, tantissima acqua.
L’ambizioso piano dell’ex Assessore Sacchetti prevede di pompare questo mare sotterraneo direttamente verso il Castro.
Il problema è che la falda non sembra voler collaborare.
Più che un opera pubblica, la Cameretta ricorda ormai il mito di Sisifo, ma in versione idraulica: tu pompi un litro d’acqua e la terra te ne restituisce due, insieme a un generoso omaggio di fango.
E mentre la Cameretta continua a far discutere, ecco la versione di Gamurrini, direttamente dalla sua pagina Facebook. Perché tra una pompa, una falda e qualche milione di euro, sentire anche chi segue il cantiere è il minimo sindacale.
E qui scatta la grande domanda che tormenta i contribuenti: quanto ci costerà questo idromassaggio perpetuo?
Se i costi di realizzazione sono già lievitati a cifre astronomiche, le future spese di manutenzione delle pompe promettono di essere un vero e proprio abbonamento a vita per le casse comunali.
Sempre che la manutenzione venga fatta, ovviamente.
Altrimenti, anziché un sottopasso per le auto, Arezzo si ritroverà con una splendida piscina comunale sotterranea, ottima per il nuoto subacqueo ma un po’ scomoda per il traffico mattutino.
Quanto è profondo questo mar?
Abbastanza da farci affogare un sacco di quattrini pubblici.
Il rischio di affogare fortunatamente non riguarderà i cittadini al volante, ma le speranze di vedere l’opera finita in tempi umani.
Nel frattempo, l’assessore controlla il livello dell’acqua e i cittadini preparano i braccioli.


