Il Duomo di Arezzo gremito, amici di una vita, personaggi dello spettacolo e tanti cittadini comuni. La città ha dato oggi, lunedì 19 ottobre, l’ultimo saluto a Beppe “Sugar” Angiolini, fondatore dell’omonima realtà della moda, scomparso a 73 anni. Una cerimonia segnata dalla commozione e dai ricordi, nella giornata di lutto cittadino proclamata dal Comune.
Tra i presenti, Enzo Ghinazzi, in arte Pupo, lo stilista Ermanno Scervino, Paola Barale ed Eva Maria Düringer, ultima compagna di Roberto Cavalli. Segnalata anche la presenza di Jo Squillo e corone di fiori inviate dalle maison Giorgio Armani e Givenchy. Accanto ai nomi conosciuti, tanti aretini che avevano incontrato Angiolini nella vita quotidiana o ne avevano seguito il percorso imprenditoriale.

Il racconto della giornata restituisce soprattutto l’immagine di un uomo creativo e generoso, capace di condividere idee, esperienze e opportunità. Una delle testimonianze lo definisce «un capolavoro», ricordando la sua gioia nel dare e nel fare. Altri amici sottolineano l’entusiasmo che manteneva anche durante la malattia, la capacità di guardare avanti e l’orgoglio con cui aveva contribuito a far conoscere Arezzo nel mondo.
Un amico ha raccontato di aver indossato per l’occasione un capo acquistato proprio da Angiolini, in ricordo delle molte esperienze vissute insieme, anche in televisione. Nelle parole raccolte dal servizio tornano il sorriso, la fantasia, l’umanità e l’energia di una personalità che non si lasciava racchiudere nel solo mondo della moda.
Anche nel ricordo pronunciato durante la cerimonia è stato sottolineato il legame con le radici aretine: Angiolini aveva portato il nome della città fuori dai suoi confini, continuando a promuoverla e a investire nel territorio.
Un particolare ha accompagnato l’ultimo saluto: il fiore bianco, una sua passione, presente sul feretro e sulle giacche di dipendenti e amici più stretti. Un segno semplice, riconoscibile, in mezzo al dolore.

A suscitare un lungo applauso è stato il ricordo del fratello Alessandro Angiolini, avvocato, che ha raccontato un episodio dell’adolescenza: Beppe si era comprato un cappotto grigio lunghissimo e lo portava nonostante le prese in giro degli amici e le perplessità del padre. Già allora sceglieva liberamente come vestirsi, senza preoccuparsi del giudizio altrui. Un tratto di carattere che avrebbe accompagnato tutta la sua vita. Un altro applauso ha salutato la conclusione dei funerali, celebrati dal vescovo Andrea Migliavacca, che nell’omelia ha ricordato l’amore di Angiolini per la bellezza, la sua generosità e quanto ha lasciato ad Arezzo.
Particolarmente toccante il racconto di uno degli ultimi giorni di vita, riferito dal fratello Alessandro. Una dottoressa aveva chiesto di parlare da sola con Angiolini e, uscita dalla stanza, aveva riferito una sua frase sorprendente: «Sto cercando di organizzarmi per una nuova forma di vita». Parole riportate durante la cerimonia che raccontano, più di tanti aggettivi, il suo modo di affrontare anche il momento più difficile.
In occasione dei funerali, celebrati alle 15.30 nella Cattedrale, il Comune ha disposto le bandiere a mezz’asta e ha invitato i commercianti a sospendere le attività e ad abbassare le saracinesche durante la funzione.
Arezzo saluta così una figura capace di lasciare un segno nel commercio, nella moda e nella vita cittadina. Il suo nome resterà legato a Sugar, ma anche a un’idea di città che, nelle intenzioni di Angiolini, doveva continuare a guardare lontano.


