Alla Polizia Stradale della provincia di Arezzo mancano 35 operatori rispetto alle dotazioni ritenute congrue dal Dipartimento della Pubblica Sicurezza. Il sindacato COISP denuncia una situazione che si trascina da anni e che ormai mette in difficoltà non soltanto i servizi sulle strade, ma anche il funzionamento degli uffici. E mentre il personale diminuisce, alla Sezione di Arezzo manca pure un dirigente titolare. Quello incaricato «a scavalco», secondo il sindacato, è presente un solo giorno alla settimana, per poche ore. Praticamente una comparsa, con tutto il rispetto per le comparse.
La denuncia è contenuta in una nota della segreteria provinciale COISP del 7 ottobre, ripresa il 19 ottobre dalla segreteria nazionale e trasmessa al Dipartimento della Pubblica Sicurezza del Ministero dell’Interno con richiesta di interventi urgenti.
I numeri riportati dal sindacato sono questi: nella Sezione di Arezzo 25 operatori a fronte di 45 ritenuti congrui; a Battifolle 41 su 49; a Ponte a Poppi 10 su 13; a San Giovanni Valdarno 9 su 13. In tutto 85 persone dove, secondo i parametri richiamati dal COISP, ne servirebbero 120. Una differenza di 35 unità, che non si risolve certo chiedendo agli agenti di moltiplicarsi come i pani e i pesci.
Secondo il sindacato, negli ultimi dieci anni la Polizia Stradale provinciale avrebbe perso circa 25-30 unità, fra pensionamenti, trasferimenti e nuovi arrivi insufficienti a compensare le uscite. Una perdita progressiva, non un’emergenza spuntata ieri mattina.
La situazione più delicata sarebbe proprio quella della Sezione di Arezzo. Nella lettera provinciale il COISP sostiene che da anni non si riesce a mettere su strada nemmeno una pattuglia al giorno. Una denuncia pesante, per una struttura il cui compito è anche vigilare sulla viabilità, prevenire gli incidenti e garantire la sicurezza di chi viaggia.
Il poco personale disponibile, riferisce il sindacato, viene spostato continuamente fra Ufficio Incidenti e Infortunistica, Ufficio Verbali, Affari Generali e vigilanza della caserma, da assicurare giorno e notte. La coperta è corta e, a forza di tirarla da una parte all’altra, ormai non copre quasi più nessuno.
Per liberare operatori da destinare ai servizi, il COISP propone di valutare la «remotizzazione» della Sezione, con eventuale chiusura fisica nelle ore serali e notturne e adeguati strumenti tecnologici, purché siano rispettate le necessarie condizioni di sicurezza. Non si tratta di una chiusura già decisa, ma di una soluzione organizzativa chiesta dal sindacato. Un’altra proposta è affidare temporaneamente al COPS la gestione centralizzata delle richieste di intervento: oggi, secondo il COISP, chi riceve una chiamata può ritrovarsi a cercare una pattuglia disponibile telefonando agli altri comandi.
E poi c’è la questione del dirigente. Dopo il trasferimento del precedente titolare, sostiene il COISP, la Sezione di Arezzo non ha una guida stabile. La direzione «a scavalco» assicurata per poche ore una volta alla settimana è ritenuta insufficiente per una struttura alle prese con problemi quotidiani di coordinamento e organizzazione. Insomma, il dirigente c’è, ma bisogna avere la fortuna di capitare nel giorno giusto.
Il sindacato guarda anche alle prossime festività di Natale e Capodanno, temendo che la mancanza di personale finisca per tradursi in dinieghi generalizzati delle ferie. La segreteria nazionale chiede che i servizi vengano programmati senza scaricare automaticamente sugli operatori il prezzo di problemi organizzativi ormai cronici.
Le richieste rivolte al Dipartimento sono precise: nuove assegnazioni per coprire le carenze, un dirigente titolare per Arezzo, verifica della fattibilità della remotizzazione, gestione più efficace delle chiamate e garanzie sulla fruizione del congedo ordinario. Il COISP chiede inoltre risposte circostanziate, con iniziative concrete e possibilmente tempi di attuazione.
Ora la questione è sul tavolo del Ministero. Resta da sapere quali provvedimenti verranno adottati e quando. Perché chiedere alla Polizia Stradale di garantire la sicurezza senza abbastanza personale è una contraddizione che, purtroppo, non ha bisogno della satira per farsi notare.
Questo articolo usa l’ironia per commentare fatti reali e denunce sindacali documentate.


