La teoria del “doppio culo” e la rotatoria di Via Fiorentina
Ad Arezzo la fisica e la logica formale sono state ufficialmente archiviate.
La città risponde a una nuova e rivoluzionaria legge della natura, ormai applicata con ferrea devozione in ogni campo del vivere civile: la Teoria del Doppio Culo.
Una norma non scritta secondo cui una singola sedia non basta più a nessuno. Per stare davvero comodi, ce ne vogliono almeno due.
I grandi precursori della posturale biposto
Il pioniere e maestro assoluto di questa dottrina è stato Francesco Macrì, capace di accomodarsi contemporaneamente sulla poltrona di presidente di Estra e nel CdA di Leonardo. Un saggio di alta acrobatica gestionale che ha dimostrato al mondo una verità fondamentale: un dirigente non è mai davvero completo se non ha un piede nelle utility del territorio e l’altro nell’industria bellica aerospaziale.
Visto che l’esperimento funzionava a meraviglia, Angiolino Piomboni non se l’è fatto ripetere due volte.
Da bravo studioso della materia ha detto: “Perché fermarsi alla giunta di un solo comune?”.
Ed ecco scattare il raddoppio: assessore ad Arezzo con una mano, assessore a Montevarchi con l’altra.
Il dono dell’ubiquità, un tempo riservato ai santi, è stato finalmente inserito nel contratto di governance degli enti locali.
Edilizia quantistica: il cantiere di Via Fiorentina
La bellezza delle grandi idee sta nel fatto che contagiano l’economia reale.
L’impresa appaltatrice che esegue i lavori per l’infinita rotatoria di Via Fiorentina ha guardato le istituzioni locali e ha avuto una rivelazione: se la teoria vale per la politica, deve valere anche per l’asfalto.
È nata così la declinazione edile della Teoria del Doppio Culo:
- Mezzi pesanti schierati: Decine, ammassati in cantiere con la solennità dell’esercito di terracotta.
- Operai al lavoro: Due, al massimo tre per volta.
Il rapporto è di una poesia matematica quasi perfetta: trenta ruspe, due picconi.
I tre ragazzi al lavoro sono bravissimi, intendiamoci: gentili, instancabili, precisi.
Ma mentre uno scava e l’altro controlla il traffico, il terzo probabilmente sta coprendo il turno nell’altro cantiere a Montevarchi, applicando fedelmente il principio di Piomboni.
E poco importa se i mezzi sono fermi: si risparmia il gasolio ed il conto ingrossa.
Ed i commercianti di Via Fiorentina ?
Se c’è una categoria che ha elevato la Teoria del Doppio Culo a forma di martirio stoico, questi sono senza dubbio i commercianti di Via Fiorentina.
Mentre la politica si gode il comfort delle doppiette amministrative e il cantiere sfoggia decine di pale meccaniche a riposo presidiate da due volenterosi operai, i negozianti della via hanno dovuto adattarsi alla versione “retail” del fenomeno.
E la domanda sorge spontanea: come si applica il Doppio Culo a chi ha una vetrina soffocata dai jersey di plastica e dalla polvere a cui si affacciano pochi sparuti clienti?
Semplice, raddoppiando tutto tranne gli incassi:
- Doppia contabilità emotiva: Una calcolatrice per le tasse da pagare a fine mese e un’altra (immaginaria) per contare le imprecazioni quotidiane degli automobilisti che fanno il giro delle 7 chiese per arrivare alle loro botteghe.
- Doppio lavoro: Metà giornata passata a vendere merce e l’altra metà a fare i vigili urbani improvvisati per spiegare ai clienti smarriti come fare tre volte il giro del quadrante Ovest di Arezzo per arrivare al negozio.
- Doppia pazienza: Quella ordinaria per mandare avanti un’attività e quella quantistica necessaria a guardare i due soliti operai che alle quattro del pomeriggio salutano la compagnia, lasciando 30 ruspe a fare da arredo urbano.
La consulenza richiesta a Comanducci e Gamurrini
Resta solo un minuscolo, annoso quesito che tormenta la cittadinanza imbottigliata ogni mattina nel traffico: quando diamine sarà finita questa rotatoria?
In questo scenario, gli unici in grado di darci una risposta scientifica dovrebbero essere il Sindaco (con la prontezza di Comanducci) e il suo inseparabile vice (il vulcanico Gamurrini), maestri indiscussi nella gestione delle emergenze e dei cantieri.
Ma se anche loro provassero ad applicare l’algoritmo del “Doppio Culo” per calcolare i tempi di consegna, la previsione sarebbe drammaticamente inevitabile:
La rotatoria sarà pronta esattamente nell’anno di grazia 2040… oppure due volte domani, a seconda di quale dei due cantiere paralleli finisca prima.
Fino ad allora, non resta che mettersi l’anima in pace, fare un bel respiro nel (poco) traffico di Via Fiorentina e ricordarsi la grande lezione aretina: nella vita non importa quanto sia lungo il percorso, l’importante è avere sempre una seconda poltrona su cui riposarsi.
Per i commercianti potrebbero presto proporre una misura compensativa in pieno stile con la teoria imperante: per ogni cliente che riesce miracolosamente ad arrivare in Via Fiorentina, i commercianti avranno diritto a due scontrini d’onore.
Nel frattempo, alle botteghe della zona non resta che aggiornare i cartelli in vetrina: “Aperti tutti i giorni. Compreso il secondo giorno di quando finirete la rotatoria.”
Eppoi, lasciamo al loro destino quegli sfigati dei residenti.
Immagine generata con intelligenza artificiale a scopo satirico


