La Fondazione Guido d’Arezzo presenta il suo nuovo programma culturale. Nella conferenza del 21 ottobre, la presidente Natalie Dentini, anche assessore comunale alla cultura e alle politiche giovanili, ha illustrato una strategia che spazia dalla musica alla danza, dal teatro alla letteratura, fino alla ricerca scientifica e alla valorizzazione del patrimonio artistico. Sette aree di intervento, sette colori e un nuovo logo ispirato alla notazione gregoriana. Il progetto è ambizioso. Adesso, naturalmente, bisognerà capire come tradurlo in iniziative concrete.
Tra le novità annunciate figurano un festival internazionale di musica previsto tra aprile e maggio 2027, un Festival della Letteratura di Arezzo, il rilancio della Galleria d’Arte Contemporanea e il rafforzamento degli studi su Giorgio Vasari. Non mancano l’apertura di spazi per i giovani musicisti e le iniziative per rendere gli spettacoli più accessibili. Insomma, c’è materiale per riempire il calendario e pure qualche riunione di giunta.
Il Polifonico torna nelle chiese e nel centro storico
Uno dei capitoli principali riguarda il Concorso Polifonico Internazionale Guido d’Arezzo, atteso alla 75ª edizione nell’agosto 2027. La Fondazione annuncia il ritorno diffuso delle esibizioni corali nel centro storico, coinvolgendo luoghi come la Pieve, San Domenico e la Cattedrale. Dopo le discussioni degli ultimi anni sulla partecipazione e sul ruolo della manifestazione, sarà uno degli appuntamenti da osservare con più attenzione.
Accanto al Polifonico, la programmazione musicale punta su collaborazioni con l’Orchestra della Toscana, OIDA e progetti di formazione lirica. Per novembre 2027 viene annunciata anche una nuova produzione del Barbiere di Siviglia, nell’ambito delle attività legate alla Scuola dell’Opera.
Una Galleria più viva e un nuovo Festival della Letteratura
Per le arti visive, il piano prevede di ripensare la Galleria d’Arte Contemporanea come spazio aperto a mostre temporanee, giovani artisti e iniziative per i cittadini, accompagnandone il rilancio con un restyling dell’identità visiva. Sono previsti progetti anche per la Fortezza Medicea e il Museo Orodautore.
Sul fronte letterario, la Fondazione intende creare un nuovo Festival della Letteratura di Arezzo, diffuso tra teatri, biblioteca, chiostri e piazze. L’idea comprende incontri con scrittori, giornalisti e saggisti, appuntamenti per ragazzi e collaborazioni con librerie e associazioni culturali.
La ricerca avrà un ruolo specifico con il progetto del Centro Studi Vasariani e con le iniziative dedicate alla storia della notazione musicale. Per i giovani sono previste sale prova prenotabili online, attività nelle scuole, laboratori e occasioni di formazione.
La cultura accessibile, almeno negli obiettivi
Tra le iniziative illustrate c’è anche “Ti porto a teatro”, pensata per superare le difficoltà legate ai trasporti, al costo dei biglietti e all’accessibilità degli spettacoli. Il progetto contempla navette, posti riservati, sostegno agli spostamenti delle scuole e attività preparatorie per i partecipanti. Dentini ha inoltre indicato ingressi gratuiti o fortemente ridotti per gli under 35 agli eventi della Fondazione.
Il sindaco Marcello Comanducci ha sottolineato l’importanza di coinvolgere le numerose associazioni culturali aretine. Un obiettivo condivisibile, a patto che l’apertura annunciata si trasformi in occasioni reali di collaborazione.
La domanda che manca nel comunicato: quanto costa?
Il comunicato presenta obiettivi, iniziative, collaborazioni e una nuova identità visiva, ma non accompagna il programma con un quadro economico complessivo, né con un calendario puntuale di coperture finanziarie per ciascun progetto. Non è una prova che le risorse manchino: semplicemente, nel materiale diffuso non vengono dettagliate. Ed è un’informazione importante per valutare dimensioni e fattibilità di una trasformazione tanto ampia.
La nuova Fondazione promette una città culturalmente più aperta, internazionale e attenta ai giovani. Ben venga. I sette colori sono stati scelti; per giudicare il risultato serviranno però numeri, tempi, partecipazione e iniziative realizzate. Perché ad Arezzo, tra un progetto e un’inaugurazione, il rischio di fare una bellissima presentazione è sempre dietro l’angolo.
Le immagini della presentazione
Fonte: comunicato stampa della Fondazione Guido d’Arezzo del 21 ottobre 2026.







