A Castiglion Fiorentino il turismo, a quanto pare, potrebbe cominciare ancora prima di uscire di casa. Precisamente da quella di un assessore. Il gruppo consiliare Rinascimento Castiglionese ha chiesto chiarimenti al Segretario generale del Comune sulle selezioni del 2023 per lavoratori socialmente utili (LSU) destinati al settore turismo. E la storia, per come la racconta l’opposizione, ha un indirizzo decisamente interessante.
Secondo il comunicato del gruppo, gli avvisi pubblici legati alle determine n. 176 del 23 febbraio e n. 817 del 10 agosto 2023 richiedevano la residenza nell’ambito territoriale del Centro per l’Impiego di Cortona. Uno dei candidati, invece, risultava residente ad Arezzo. Sarebbe stato comunque ammesso grazie a un domicilio dichiarato a Castiglion Fiorentino, per poi risultare vincitore della selezione.
Fin qui la burocrazia: un universo dove residenza e domicilio sono cose diverse, anche se i cittadini comuni spesso scoprono la differenza soltanto davanti a uno sportello chiuso.
Il dettaglio che ha acceso l’interesse di Rinascimento Castiglionese è un altro: secondo il gruppo consiliare, il domicilio indicato coincideva con l’abitazione privata di un assessore con delega al turismo. Proprio il settore al quale erano destinati i lavoratori selezionati.
Insomma, una forma di accoglienza turistica talmente avanzata che, stando a quanto denunciato, sarebbe arrivata fino al campanello di casa. Per ora, però, lasciamo in pace il campanello e occupiamoci delle carte.
L’opposizione chiede infatti di sapere perché sia stata ritenuta valida una candidatura con residenza fuori dal territorio previsto dall’avviso, quale peso sia stato attribuito al domicilio e quali verifiche siano state effettuate dagli uffici. Chiede inoltre spiegazioni sul fatto che la questione riguarderebbe due diverse procedure nello stesso anno.
Non si tratta di un’irregolarità accertata. Al momento queste sono le circostanze riferite da Rinascimento Castiglionese e oggetto della richiesta di chiarimenti. La correttezza delle ammissioni e il contenuto effettivo dei requisiti vanno verificati sugli atti e attraverso la risposta dell’amministrazione.
La domanda, in fondo, è semplice: per partecipare serviva la residenza indicata nel bando oppure bastava un domicilio? E, se bastava, in base a quale disposizione?
In attesa della risposta del Segretario generale, Castiglion Fiorentino si ritrova con un piccolo mistero amministrativo. Non sappiamo ancora se ci sia qualcosa che non torna. Sappiamo soltanto che, questa volta, la trasparenza dovrebbe cominciare dalla porta d’ingresso.
Questo articolo usa l’ironia per commentare fatti reali e contestazioni pubbliche, non per attribuire responsabilità non accertate.


