Ad Arezzo i miracoli non hanno più bisogno né di processioni né di apparizioni. Basta aspettare un fine settimana.
Giovedì 24 settembre, durante il Consiglio comunale, il vicesindaco Gianfrancesco Gamurrini aveva affrontato il problema delle attività economiche penalizzate dal lunghissimo cantiere di via Fiorentina.
La risposta sui ristori era stata piuttosto netta: non sarebbero fattibili, perché sarebbe difficile stabilire quali attività abbiano effettivamente subito perdite e in quale misura.
Come gesto di vicinanza, il Comune aveva invece indicato la possibilità di contribuire alle luminarie natalizie.
Insomma: magari il fatturato cala, ma almeno lo fa sotto una bella stella cometa.
Passano pochi giorni ed ecco che qualcosa cambia.
Mirko Latorraca, coordinatore comunale di Fratelli d’Italia, annuncia pubblicamente che il partito sta lavorando ad alcune proposte per sostenere proprio le attività di via Fiorentina che convivono da tempo con i disagi del cantiere.
Le soluzioni, spiega, sono ancora da approfondire e verificare, ma saranno portate sui tavoli istituzionali.
Federico Scapecchi raccoglie immediatamente l’apertura e rilancia: secondo lui è possibile cercare una convergenza utilizzando tutti gli strumenti a disposizione del Comune, ricordando anche soluzioni adottate durante il periodo Covid.
Tradotto dal politichese all’aretino: giovedì un si poteva, domenica magari si pole.
E la cosa curiosa è che il tema non nasce certo questo fine settimana.
Già il 24 marzo l’Amministrazione comunale, dopo un incontro con le categorie economiche, aveva parlato della necessità di misure di sostegno per gli operatori interessati dai grandi cantieri. Gli allora amministratori Lucia Tanti e Alessandro Casi si erano detti convinti dell’opportunità di arrivare a un regolamento per indennizzare le imprese.
A settembre il Partito Democratico è tornato alla carica chiedendo, oltre a una commissione sul cantiere di via Fiorentina, anche il rispetto degli impegni sui ristori.
Poi è arrivato il Consiglio comunale del 24 settembre e la doccia fredda: i ristori non sono fattibili.
Fine della storia?
Macché.
È bastato arrivare al weekend e dentro la stessa maggioranza il tema è tornato perfettamente vivo.
Non sappiamo ancora se nasceranno contributi, agevolazioni, riduzioni, indennizzi o qualche altra formula capace di sopravvivere al vocabolario della burocrazia comunale.
Per il momento esiste soprattutto una novità politica: ciò che giovedì veniva descritto come difficilmente praticabile, pochi giorni dopo è tornato oggetto di studio e confronto.
Nel frattempo sotto i post degli amministratori i cittadini fanno quello che fanno i cittadini quando vedono un cantiere durare abbastanza da diventare quasi un parente: discutono.
C’è chi contesta costi e utilità dell’opera, chi chiede perché non siano state scelte soluzioni diverse, chi invoca controlli e chi propone iniziative immediate per riportare persone e clienti nella zona.
Tra i commenti c’è perfino chi propone di trasferire il mercato del sabato lungo via Fiorentina.
Idea che almeno avrebbe un vantaggio: il mercato potrebbe arrivare prima della fine del cantiere.
Naturalmente nei commenti social compaiono anche accuse e cifre che non possono essere prese come fatti senza verifiche documentali. Ma il clima che emerge è piuttosto evidente: commercianti e cittadini chiedono meno dichiarazioni di vicinanza e qualche risposta concreta in più.
Adesso bisognerà vedere cosa produrrà l’iniziativa politica annunciata da Fratelli d’Italia e accolta da Scapecchi.
Perché dopo mesi di lavori, disagi, modifiche, discussioni e promesse, via Fiorentina potrebbe finalmente diventare il luogo dove l’Amministrazione scopre una nuova disciplina urbanistica.
La rotatoria dei ristori.
Si entra dal “bisognerebbe aiutare i commercianti”, si passa dal “non si può fare” e, completato il giro, si torna al “studiamo una soluzione”.
Senza nemmeno mettere la freccia.
Questo articolo usa l’ironia per commentare fatti reali.


