Il Teorema del Sottopasso: tra Euclide affogato, Etruschi pescatori e la Tela di Penelope
Se pensavate che il cantiere dell’incrocio di Via Fiorentina ad Arezzo fosse solo una questione di geometrie flessibili, vi sbagliavate di grosso.
La saga infinita si arricchisce di una nuova, entusiasmante puntata, a metà strada tra l’idraulica creativa, il mito greco e la commedia dell’assurdo.
Per sbrogliare la matassa di questa rotatoria “fuori teorema” non sono bastati i rilievi del Maestro Euclide in persona – venuto appositamente ad Arezzo per raddrizzare i suoi cerchi ideati un po’ più in là e un po’ più grandi rispetto ai testi scolastici.
Adesso, nel grande girone dantesco di Via Fiorentina, si è passati direttamente dalla geometria all’archeologia marina.
Il Grande Annuncio: il cantiere è (definitivamente?) della Ditta
Udite udite!
Ieri è andata in scena l’ennesima promessa solenne.
Il Sindaco Comanducci e il Vice Sindaco Gamurrini hanno giurato e spergiurato che il loro chiodo fisso (quasi un’ossessione mistica) è ultimare la rotatoria e il fatidico sottopasso.
E c’è stata persino la svolta epocale: il cantiere è stato “definitivamente” affidato alla Ditta!
Ma com’è possibile che non lo fosse prima?
Semplice: fino ad ora mancava un dettaglio da nulla.
Un pezzetto di terra.
Giusto lo spazio necessario per far passare il tubo di scarico delle acque che dovranno essere pompate fuori dal sottopasso per essere spedite nel Torrente Castro.
Questione di priorità: prima si progetta lo scavo, poi si realizza metà rotatoria ed infine si scopre dove buttare l’acqua.
Pescaiola “Nomen Omen”: il ritorno del lago etrusco
Ed è proprio sull’acqua che il Vice Sindaco Gamurrini ha dato il meglio di sé, “biascicando” giustificazioni su fantomatici “eventi meteorici” e pompe necessarie forse per lo scavo, forse per il futuro.
La verità che nessuno ha il coraggio di dire è molto più affascinante: la pompa servirà a tenere all’asciutto il sottopasso da quel grande lago sotterraneo che, da qualche secolo, si è trasferito sotto la zona di Pescaiola.
D’altronde, nomen omen!
Se si chiama Pescaiola, un motivo ci sarà: gli Etruschi ci andavano a pescare.
E per gli increduli ci sono pure le prove: il molo d’ormeggio rinvenuto a fianco della caserma dei Carabinieri durante i lavori della strada.
Più che un sottopasso carrabile, l’Amministrazione sta involontariamente progettando un porto turistico per fustini e piroghe storiche.
Il Girone degli Ignavi e il Grand Canyon dell’Orciolaia
In tutta questa umida vicenda, il Sindaco e il Vice si trovano a gestire un cantiere dove, nel frattempo, il Maestro Euclide sembra essere ufficialmente affogato (visto che di lui e dei suoi rilievi non si hanno più notizie).
I due si muovono nella trincea da perfetti Ignavi: dopotutto, quel progetto lo approvarono proprio loro quando facevano parte della vecchia giunta Ghinelli, salvo poi litigare (o far finta di) con l’ex Sindaco.
Dal canto suo, l’ex Sindaco Ghinelli ha lasciato un’eredità impeccabile, portando le opere a un punto di non ritorno senza avere nemmeno la disponibilità delle aree per stendere i tubi di svuotamento.
Peraltro, all’inizio, il fido scudiero Sacchetti voleva addirittura rimediare scavando un canale a cielo aperto. Poi, accortosi che avrebbe dato vita al “Grand Canyon” dell’Orciolaia (un tocco di americanismo ci vuole), ha ripiegato più modestamente su un paio di idrovore per le quali sarà necessario costruire una centrale elettrica dedicata per quanto consumeranno.
E il Cronoprogramma?
Mentre i residenti si rassegnano a vedere l’asfalto farsi e disfarsi come la mitica Tela di Penelope, resta aperta la domanda delle cento pistole: in mezzo a questo oceano sotterraneo e a centrali elettriche improvvisate, quel famoso cronoprogramma smarrito da un discepolo distratto, alla fine, è stato ritrovato?
Se nessuno l’ha ancora visto, forse è perché è rimasto sul molo degli Etruschi.
O forse, più semplicemente, è affogato insieme ad Euclide.
Nel dubbio, gli automobilisti aretini continuano a navigare a vista.


