Introduzione a cura della redazione.
Torna Filippo Nibbi con i suoi “Manifesti & Manifeste”. Stavolta il titolo è “Roadar’is phone” e il protagonista è “L’inchiodata”: un’automobile che, nell’immagine, ha preso alla lettera il significato della parola. Altro che frenata brusca: questa macchina sembra aver trovato un chiodo su cui fermarsi definitivamente.
Sopra la fotografia campeggia la domanda «A che punto siamo?». Sotto, una poesia che gioca con una frenata, un uragano, un chiodo e la benzina. Poi spunta una battuta sul tempo necessario per imparare a guidare, tra macchina e doppietta. È una delle composizioni che Nibbi definisce «fotofuristiche»: parole e immagini prendono una curva improbabile e il lettore deve arrangiarsi a seguirle.

In fondo al manifesto compare la data del 16 aprile 2002, con il riferimento al Forum Sociale di Arezzo. Più di vent’anni dopo, l’auto resta inchiodata lì. Quanto alla domanda «A che punto siamo?», non è detto che la risposta sia diventata più semplice. Un altro piccolo corto circuito della fantasia di Nibbi, da gustare senza bisogno di chiamare il carro attrezzi.

