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Arezzo corsaro anche a Marassi: Sampdoria ribaltata, ma al Comunale serve cambiare marcia

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Arezzo corsaro anche a Marassi: Sampdoria ribaltata, ma al Comunale serve cambiare marcia

È un Arezzo da trasferta. Dopo Avellino ed Empoli, la squadra di Bucchi espugna anche il Ferraris di Genova, supera la Sampdoria per 2-1 e lascia i blucerchiati sul fondo della classifica. Tre vittorie in campionato, tutte conquistate lontano dal Comunale. Un rendimento esterno da applausi, al quale fa da contraltare un cammino casalingo ancora decisamente avaro di soddisfazioni.

Quella di Marassi è stata una partita vibrante, combattuta e ricca di occasioni da entrambe le parti. Le statistiche raccontano di una Sampdoria capace di concludere 22 volte verso la porta amaranto, con quattro tiri nello specchio, contro i 14 tentativi dell’Arezzo, cinque dei quali indirizzati in porta.

Dopo appena 9 minuti i padroni di casa passano in vantaggio. Gilli perde il confronto con il diretto avversario, l’azione si sviluppa sulla fascia e il pallone arriva a Henderson, che da distanza ravvicinata non ha difficoltà a depositarlo in rete.

Il vantaggio blucerchiato dura appena sei minuti. Al 15′ la Sampdoria perde palla nei pressi della propria area, Mawuli serve Arena, che si accentra e prova la conclusione. Vindahl sembra poter controllare senza problemi, ma combina un pasticcio clamoroso: tocca il pallone senza trattenerlo e lo lascia scivolare lentamente in porta. Il gol viene assegnato ad Arena, ma la responsabilità del portiere è evidente. Da quel momento i tifosi sampdoriani cominciano a fischiarlo come se indossasse la maglia avversaria.

Il pareggio dà slancio agli amaranto, che al 19′ potrebbero addirittura passare in vantaggio, ma Mawuli arriva con un attimo di ritardo all’appuntamento con la deviazione vincente. La Sampdoria prova a riprendere coraggio, mentre l’Arezzo si difende, talvolta con qualche affanno, senza però perdere compattezza.

La rete che decide la partita arriva al 15′ della ripresa, ed è un autentico gioiello firmato Chierico.

Righetti batte un calcio d’angolo per l’Arezzo. La difesa genovese respinge il pallone appena fuori dall’area, dove è appostato il centrocampista amaranto. Chierico non ci pensa due volte e calcia di prima intenzione, spedendo la palla nell’angolo alto alla destra di Vindahl. Un gol spettacolare, di quelli che valgono da soli il prezzo del biglietto. E in questo caso valgono anche tre punti pesantissimi.

Corradi prova a rendere la Sampdoria più aggressiva e i padroni di casa riescono effettivamente a creare situazioni pericolose, sfiorando il pareggio in più occasioni. L’Arezzo, dal canto suo, non si limita a difendere il vantaggio, ma cerca di chiudere definitivamente la partita. Ne nasce una sfida avvincente, con continui ribaltamenti di fronte.

Pattarello trova anche la via della rete con una splendida conclusione, ma l’arbitro annulla per una posizione di fuorigioco.

Nel recupero succede praticamente di tutto. Prima Sala colpisce il palo, sfiorando il terzo gol amaranto. Poi, proprio all’ultimo assalto della Sampdoria, Coppolaro sbaglia l’intervento in area e offre agli avversari una clamorosa occasione per pareggiare. Verschaeren calcia a colpo sicuro, ma Nunziante riesce a deviare in angolo, evitando una beffa che avrebbe avuto il sapore della doccia gelata.

Con questa vittoria l’Arezzo sale a 10 punti in classifica, portandosi a quattro lunghezze dalla zona playout e a una sola dal Benevento, prossimo avversario domenica al Comunale e attualmente ai margini della zona playoff.

Una classifica che comincia a farsi interessante, anche se è bene continuare a guardarsi soprattutto alle spalle. Perché l’obiettivo principale resta conquistare quanto prima i punti necessari per una salvezza tranquilla. Tutto quello che arriverà dopo sarà eventualmente un gradito supplemento.

Adesso, però, è arrivato il momento di invertire la rotta nelle partite casalinghe. Il Comunale ha finora risposto con il tutto esaurito, ma tanto entusiasmo ha prodotto appena un punto. Fuori casa l’Arezzo sembra capace di affrontare chiunque; davanti ai propri tifosi, invece, deve ancora trovare la chiave per trasformare le buone intenzioni in risultati.

Questo campionato, almeno per il momento, sembra caratterizzato da un sostanziale equilibrio. Fatta eccezione per il Palermo, che dà l’impressione di disputare una corsa a parte, le altre squadre mostrano organici e valori tecnici non troppo distanti. Una situazione che rende ogni partita difficile e il risultato spesso imprevedibile.

Un’ultima annotazione riguarda quanto accaduto al termine della gara. I giocatori della Sampdoria si sono schierati sotto la curva dei propri sostenitori, ricevendo una pesante contestazione.

È evidente che le responsabilità della difficile situazione blucerchiata non siano soltanto tecniche, ma anche, e forse soprattutto, gestionali. Resta però una domanda: perché i calciatori continuano a prestarsi a questa pantomima?

Non è un discorso che riguarda soltanto la Sampdoria. Ormai assistere a squadre schierate sotto la curva per ricevere rimproveri, insulti e ramanzine è diventata un’abitudine diffusa in quasi tutti gli stadi.

Il sostegno dei tifosi è fondamentale e la contestazione è legittima. Ma trasformare il dopo partita in una specie di processo pubblico, con i giocatori costretti ad ascoltare in silenzio, non sembra particolarmente utile a risolvere i problemi.

Il calcio ha già abbastanza teatrini senza bisogno di aggiungerne un altro.

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Marco Rosati
Marco Rosati
Prediligo chi pone e si fa domande ed ho terrore di chi ha solo certezze. Non riesco a saziare la mia curiosità. Mi ritengo un “giovane con esperienza” ma, quando ero adolescente, consideravo coloro che oggi sarebbero miei coetanei “vecchi matusalemme”. Ho fatto studi tecnici ma sono appassionato di storia e delle materie umanistiche in genere. Insomma sono un po’ (eufemismo?) complesso.

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