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venerdì, Febbraio 13, 2026
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Dietro al Teatro Tenda va in scena il burlesque della monnezza

Tra rifiuti, carrello della spesa e un reggiseno rosso, l’area dietro il Teatro Tenda continua ad essere il simbolo dell’inciviltà quotidiana che nessuno sembra voler fermare

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Altro che prosa e avanguardia: dietro al Teatro Tenda è in corso uno spettacolo fisso, a ingresso libero e olfattivamente impegnativo. Siamo ad Arezzo, dove qualcuno ha deciso di allestire una discarica abusiva in stile installazione artistica post-sbornia.

Dietro al Teatro Tenda non si recita: si butta. E si butta con costanza, metodo e una creatività che manco ai bandi regionali.qui  l’inciviltà ha trovato casa tra rovi ed edera e ormai paga pure l’affitto.

La scenografia è da premio: bottiglie, lattine, plastica a chilometro zero, cartacce d’annata e un carrello della spesa buttato come un rottame dopo una rapina al reparto biscotti. Ma il vero colpo d’occhio è lui: un reggiseno rosso, disteso con grazia sula vegetazione, come se stesse facendo strip-tease per un platano.
La prova che qui non si getta a caso, qui si lascia il segno. Erotismo urbano, versione “puzza e zanzare”.
Qui si segnala la resa dei conti sentimentale. Quel reggiseno non è un rifiuto, è una testimonianza. Un messaggio. Forse una tragedia d’amore, forse una notte brava finita male. Di sicuro, nessuno è tornato a riprenderselo.

Completano l’opera un tubo flessibile da doccia – perché anche nel degrado qualcuno pensa ancora all’igiene – un graffito che recita chiaramente “Merde”, più che street art un giudizio universale, e una vegetazione ormai rassegnata a convivere con l’umanità peggiore. È come se gli alberi sussurrassero: “non ce la facciamo più”. La natura resiste, sì, ma solo perché non ha le gambe per scappare.

Il capolavoro è la posizione: dietro un teatro. Gente che paga per vedere l’assurdo sul palco, mentre fuori l’assurdo è vero, permanente e non fa sconti. Questo non è degrado: è abitudine. È la monnezza che mette radici perché tanto nessuno la leva, nessuno vede, nessuno paga.

Morale: ad Arezzo il decoro urbano è un optional, l’inciviltà una certezza. E dietro al Teatro Tenda lo spettacolo continua, replica dopo replica. Peccato che faccia schifo.

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Gino Perticai
Gino Perticai
Dal 1973 nel mondo della comunicazione, una breve esperienza Milanese con A.P.C. agenzia di Marketing, con l’avvento delle prime radio in Fm inizia una serie di esperienze nelle radio locali: Radio Torre Petrarca, Radio OK, Golden Radio, Radio Life,  fino al 1998 momento in cui l’innata curiosità e la voglia di sperimentare novità lo portano a maturare il primo interesse sul world wide web. E' da lì che nel 2000 nasce l’idea delle prime testate regionali on line. Fonda Arezzo Notizie e la dirige fino al Giugno 2016. l'Ortica è la sua nuova scommessa.
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