La sicurezza del distretto orafo aretino è stata al centro della riunione del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, presieduta questa mattina dal prefetto di Arezzo Fabrizio Stelo.
All’incontro, ospitato in Prefettura, hanno partecipato i vertici provinciali delle Forze di Polizia, l’assessore del Comune di Arezzo con delega al comparto orafo, il presidente della Consulta Orafa e il presidente della Camera di Commercio Arezzo-Siena.
Al centro del confronto, la prevenzione dei reati che possono colpire attività produttive, commerciali e logistiche legate al settore orafo, uno dei comparti economici più rilevanti del territorio.
Durante la riunione è stata fatta una ricognizione delle misure di sicurezza già adottate dalle imprese e delle possibili azioni per rafforzarle. Tra gli strumenti esaminati: sistemi di videosorveglianza, dispositivi antintrusione, controllo degli accessi, tracciamento e protezione dei beni, oltre ai protocolli organizzativi interni alle aziende.
Particolare attenzione è stata riservata anche al rapporto tra operatori economici e Forze dell’Ordine, con l’obiettivo di rendere più rapido lo scambio di informazioni e diffondere pratiche di prevenzione condivise.
Il prefetto Fabrizio Stelo ha sottolineato come la tutela del distretto rappresenti «una priorità condivisa», richiamando la necessità di mantenere alta l’attenzione sulla prevenzione e sul rafforzamento delle misure di sicurezza.
«Il distretto orafo aretino costituisce una delle eccellenze produttive più importanti del nostro territorio e un patrimonio economico che merita la massima attenzione», ha dichiarato Stelo.
Secondo quanto emerso dalla riunione, i risultati raggiunti negli ultimi anni sul fronte della prevenzione e del contrasto ai reati sarebbero legati anche alla collaborazione tra istituzioni, Forze di Polizia e imprese. Il percorso, quindi, proseguirà con ulteriori confronti per monitorare l’evoluzione dei fenomeni criminali e individuare nuove soluzioni di tutela.
Un settore dove si lavora con oro, gioielli e valori elevati non può permettersi troppe distrazioni. E infatti, tra telecamere, allarmi e protocolli, il messaggio uscito dalla Prefettura è piuttosto semplice: meglio prevenire prima che inseguire dopo.


