Una rapina da mezzo milione di euro, un furgoncino abbandonato e una guardia giurata che racconta di essere stata aggredita dai banditi. Sembrava la trama di un film d’azione girato sulla strada di Palazzo del Pero. Solo che, secondo la Procura di Arezzo, il protagonista potrebbe aver partecipato anche alla scrittura della sceneggiatura.
Il caso risale al 1° marzo 2024, quando sparirono sei valigette di contanti trasportate su un Fiat Fiorino e destinate alle Poste di Sansepolcro. All’epoca anche L’Ortica raccontò il presunto assalto, con una prima stima del bottino di 400mila euro. Nelle ricostruzioni giudiziarie riportate oggi dai giornali la cifra indicata è invece di circa 500mila euro.
La versione iniziale parlava di malviventi in auto, del mezzo costretto a fermarsi e della guardia giurata minacciata. Il Fiorino fu poi trovato vuoto sotto un ponte lungo il vecchio tracciato della 73. Dei soldi, nemmeno l’ombra. Una sparizione così rapida che, a confronto, certi cantieri aretini sembrano inchiodati al loro posto per l’eternità.
Ma per gli investigatori la storia sarebbe andata diversamente. Secondo l’accusa, il vigilante, oggi 38enne, originario di Roma e residente ad Arezzo, avrebbe consegnato a complici non identificati chiavi, telefono e pistola di servizio, permettendo loro di portare via il mezzo e il denaro. A orientare l’inchiesta sarebbero stati accertamenti scientifici, immagini delle telecamere, testimonianze e incongruenze nel racconto.
Il pubblico ministero Laura Taddei contesta all’ex dipendente Fidelitas simulazione di reato, peculato e una violazione legata all’affidamento dell’arma a terzi. Fidelitas si è costituita parte civile. Secondo quanto riferito dal Corriere di Arezzo il 12 ottobre, per il 13 ottobre 2026 era previsto l’avvio del rito abbreviato, con discussione e sentenza rinviate a una successiva data.
L’imputato non ha confessato e non risulta sottoposto a misure cautelari. Le accuse dovranno essere valutate dal giudice: la presunzione di innocenza resta pienamente valida.
Insomma, a Palazzo del Pero la rapina che sembrava fatta da una banda potrebbe rivelarsi, nella tesi della Procura, un colpo con una regia decisamente più vicina al furgone di quanto si pensasse. I presunti complici restano sconosciuti e il denaro non è stato recuperato, almeno secondo le informazioni finora riportate.
Per capire se fosse davvero tutta una recita bisognerà aspettare la giustizia. Intanto, una cosa è sicura: il biglietto per questo spettacolo è costato mezzo milione. E non l’hanno pagato gli spettatori.


