Ad Arezzo l’Ufficio Immigrazione della Questura ha fatto i conti con chi si trova irregolarmente sul territorio nazionale. E da settembre 2026 il bilancio è di 16 persone interessate da procedure di espulsione. Per qualcuno la partenza è già avvenuta, per altri il viaggio è ancora tutto da organizzare. Perché tra ordinare di lasciare l’Italia e accompagnare qualcuno alla frontiera, come spesso accade con la burocrazia, c’è una certa differenza.
Secondo quanto comunicato dalla Polizia di Stato, tre persone sono state rimpatriate alla frontiera, altre tre hanno fatto ritorno volontariamente nel Paese d’origine, mentre sei hanno ricevuto l’ordine di lasciare il territorio nazionale.
Altri quattro cittadini stranieri sono stati invece accompagnati in un Centro di permanenza per i rimpatri (CPR), in attesa degli ulteriori passaggi previsti dalla procedura.
Tra questi figura anche una donna che, secondo quanto riferito dalla Questura, si sarebbe resa protagonista di ripetuti episodi di resistenza a pubblico ufficiale, minacce, danneggiamenti e aggressioni ai danni di cittadini ad Arezzo. La donna era già destinataria di un provvedimento DACUR, il cosiddetto Daspo urbano.
Le attività sono state condotte dagli operatori dell’Ufficio Immigrazione, anche sulla base dei controlli effettuati dagli altri uffici della Questura.
Il bilancio, dunque, è di 16 procedure attivate, ma non di 16 persone già rimpatriate. Una distinzione che vale la pena sottolineare: sei hanno effettivamente lasciato l’Italia, per gli altri dieci la situazione è diversa.
Insomma, la Questura fa partire le procedure. Per far partire anche tutti gli interessati, invece, serve qualche passaggio in più. E lì non basta certo timbrare un foglio.


