Una serie di gravi episodi che coinvolgono lupi feriti o uccisi nel territorio aretino è stata denunciata da Enpa Arezzo, che ha annunciato la predisposizione degli atti da trasmettere alla Procura della Repubblica.
Il caso più grave riguarda un lupo recuperato nella zona di Molinelli dopo la segnalazione di un cittadino, che inizialmente aveva indicato la presenza di un cane ferito.
L’animale presentava una gravissima lesione alla testa. Gli accertamenti veterinari avrebbero poi stabilito che era stato raggiunto frontalmente da un colpo di arma da fuoco. Secondo quanto riferito da Enpa, lo sparo sarebbe avvenuto in una zona abitata e fuori dal periodo venatorio.
Nonostante il recupero e le cure, il lupo è morto dopo circa quindici giorni di agonia.
Non si tratta però dell’unico episodio segnalato.
Nella campagna di Pieve al Toppo è stata rinvenuta la carcassa di un altro lupo. La morte sarebbe stata provocata dalle ferite causate da un cinghiale, ma gli esami radiografici avrebbero evidenziato nel corpo dell’animale anche numerosi pallini da caccia, riconducibili quindi a un precedente ferimento.
Un terzo caso riguarda invece una lupa investita lungo la Strada Regionale 71. Anche sul suo corpo, secondo quanto comunicato dall’associazione, sarebbero state riscontrate ferite provocate da pallini da caccia.
Tre episodi diversi, ma con un particolare che torna con una puntualità decisamente poco rassicurante: le munizioni.
Enpa Arezzo ha condannato duramente quanto accaduto e ha annunciato l’invio della documentazione alla Procura affinché venga fatta piena luce sui fatti e sulle eventuali responsabilità.
L’associazione ha inoltre ringraziato la Task Force Regionale e i Carabinieri Forestali per l’attività svolta a tutela della fauna selvatica.
Da Enpa arriva anche un appello ai cittadini affinché vengano segnalate tempestivamente situazioni di pericolo, maltrattamento o comportamenti sospetti.
La presenza del lupo continua a sollevare discussioni, soprattutto nelle aree rurali, dove il problema della convivenza con allevamenti, animali domestici e attività umane è concreto e richiede risposte altrettanto concrete.
Il fucile clandestino, però, non è una politica di gestione della fauna. È soltanto un fucile clandestino.
E se davvero qualcuno ha deciso che la soluzione alla presenza dei lupi nell’Aretino sia sparare e lasciare gli animali agonizzanti, più che un problema di convivenza con la fauna selvatica sembra esserci un problema di convivenza con certi esseri umani.


