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San Clemente cade a pezzi e in Comune dormono: ma ‘sti permessi li devono timbrare o incorniciare?

Un restauro a costo zero bloccato da carte e cavilli: mentre in Comune si discute, a Pigli crolla la storia

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San Clemente cade a pezzi e in Comune dormono: ma ‘sti permessi li devono timbrare o incorniciare?

Un restauro a costo zero bloccato da carte e cavilli: mentre in Comune si discute, a Pigli crolla la storia

Dopo il nostro articolo sulla situazione della chiesina di San Clemente a Pigli – sì, proprio quella dove s’è detto che oltre al tetto ci avete fatto crollare anche la dignità – ci arrivano nuove notizie. E son notizie che, se uno c’avesse ancora un po’ di pazienza, la perderebbe di sicuro.

La chiesina in questione, lo ricordiamo, è stata acquistata da un privato. Una persona che lavora nel mondo dell’ antiquariato, che, invece di lasciarla a fare la muffa, s’è rimboccata le maniche e, oltre alla spesa per l’acquisto, ha messo mano al portafoglio per restaurarla. Non per farci l’ennesimo b&b con jacuzzi vista campanile, ma per farne una residenza per artisti. Senza scopo di lucro. Perché, diciamolo, non è che abbia bisogno di altri guadagni: l’idea è rivalorizzarla, restituirla alla città, mettere in sicurezza anche gli affreschi di Spinello Aretino, che – guarda caso – non sono nemmeno soggetti a vincolo della Soprintendenza perché considerati alla pari di tanti altri.

E qui entra in scena il Comune di Arezzo. Che deve fare una cosa sola: rilasciare i permessi per il restauro.
Una cosa semplice, no?
E invece no.

Canonica San Clemente a Pigli

Dopo sei mesi – sei mesi! – per esaminare la documentazione, arriva la risposta. E che ti scrivono? Che nella documentazione c’è una canonica, una “stanzetta” di due metri per due, che secondo loro non esisteva. Una canonica fantasma. Peccato che le immagini degli scavi dimostrino il contrario. Invitato il funzionario a venire a vedere di persona, a toccare con mano, a fare due passi fino Pigli… nulla. Silenzio. È passato un anno. Tutto fermo.

Intanto la chiesina sta lì. E crolla. Non per colpa del tempo, ma per colpa dell’inerzia. Che è peggio dell’umidità, perché quella almeno la sistemi con la calce.

La delega alla Cultura ce l’ha il sindaco Alessandro Ghinelli. Ma va’ a chiappallo! Qui si parla di cultura, di recupero, di arte, mica di rifare due marciapiedi. Eppure tutto tace.

 E allora una domanda ce la facciamo, in ortichese stretto: ma questi funzionari del Comune, funzionano? O son lì per fare arredamento?

Perché mentre si discute di stanze che esistono e non esistono, qui esiste eccome il rischio che San Clemente venga giù davvero. E con lei l’ennesima occasione persa. Un restauro a costo zero per la collettività. Una residenza per artisti.

Ma forse è chiedere troppo: che la burocrazia cammini almeno quanto cammina il degrado.

E intanto, a Pigli, si guarda il tetto. E si aspetta.

Gino Perticai
Gino Perticai
Dal 1973 nel mondo della comunicazione, una breve esperienza Milanese con A.P.C. agenzia di Marketing, con l’avvento delle prime radio in Fm inizia una serie di esperienze nelle radio locali: Radio Torre Petrarca, Radio OK, Golden Radio, Radio Life,  fino al 1998 momento in cui l’innata curiosità e la voglia di sperimentare novità lo portano a maturare il primo interesse sul world wide web. E' da lì che nel 2000 nasce l’idea delle prime testate regionali on line. Fonda Arezzo Notizie e la dirige fino al Giugno 2016. l'Ortica è la sua nuova scommessa.

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