All’ospedale San Donato c’è un reparto che non compare sulle mappe dell’Asl. Si chiama “Ci penseremo” ed è probabilmente il più longevo dell’intero complesso ospedaliero.
Un lettore de L’Ortica ci ha inviato alcune fotografie che immortalano lo stato di alcune tensostrutture esterne: teloni sporchi, pannelli divelti, sedie dimenticate, tavoli accatastati e un generale senso di “torno subito”, peccato che il “subito” sembri durare da parecchio tempo.
Nel frattempo la natura fa il suo corso, l’erba cresce e anche la fantasia. Perché quando uno spazio viene lasciato senza una funzione precisa, prima o poi una funzione se la trova da solo.
Secondo la segnalazione ricevuta, infatti, non è raro vedere un venditore ambulante utilizzare l’area come punto d’appoggio, mentre in passato sarebbe comparso persino un banco della frutta. Manca solo il registratore di cassa e il cartello “offerta della settimana”, poi il mercatino è servito.
Naturalmente la satira finisce qui. Perché il tema è serio.
Quelle strutture sono davanti al principale ospedale della provincia e rappresentano il primo colpo d’occhio per chi arriva. Se non servono più, perché lasciarle in quello stato? Se invece hanno ancora una funzione, forse meriterebbero una manutenzione degna di un presidio sanitario.
L’impressione è che siano finite nel limbo amministrativo dove finiscono tante cose pubbliche: nessuno le usa davvero, nessuno le rimuove e, soprattutto, nessuno se ne assume la responsabilità.
A questo punto una proposta la facciamo noi: o si restituisce decoro all’area, oppure la si inserisce ufficialmente tra i servizi dell’ospedale.
Padiglione “Arrangiamoci”. Ricevimento senza prenotazione. 😉


