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Criminalità, Arezzo al 64° posto: i delinquenti ci sono, ma almeno non siamo Firenze

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Criminalità, Arezzo al 64° posto: i delinquenti ci sono, ma almeno non siamo Firenze

Ad Arezzo i delinquenti non sono in ferie, ma a giudicare dai numeri lavorano meno dei colleghi di buona parte della Toscana. O almeno, è quello che emerge dall’Indice della criminalità 2026 pubblicato dal Sole 24 Ore, che colloca la provincia aretina al 64° posto nazionale per numero di reati denunciati in rapporto alla popolazione.

I dati, riferiti al 2025, parlano di 10.161 denunce, equivalenti a circa 3.049 ogni 100mila abitanti. Rispetto all’anno precedente il dato diminuisce del 6%.

Insomma, non siamo il paradiso terrestre, ma nemmeno quella specie di Far West che talvolta sembra uscire dai racconti sui social, dove basta vedere due persone discutere davanti a un bar per annunciare il collasso della civiltà occidentale.

In Toscana c’è chi sta decisamente peggio. Firenze è seconda nella classifica nazionale, subito dietro Milano. Prato occupa l’ottava posizione e Livorno la decima. Più avanti rispetto ad Arezzo troviamo anche Pisa, Grosseto, Lucca, Massa-Carrara e Pistoia. Soltanto Siena, al 66° posto, risulta leggermente meno esposta della provincia aretina secondo questo indicatore.

Per una volta, dunque, Arezzo non deve inseguire Firenze. E forse, vista la materia, è meglio lasciarla vincere tranquillamente.

Furti e truffe, la sicurezza resta un problema concreto. Il dato complessivo non significa che manchino i problemi. Furti e truffe, comprese quelle informatiche, continuano a rappresentare fenomeni da tenere sotto osservazione.

Le truffe online dimostrano come oggi non sia nemmeno necessario incontrare il ladro per perdere il portafoglio. Basta un messaggio convincente, un collegamento sbagliato e qualcuno può alleggerirti il conto senza neppure dover cercare parcheggio in centro.

Naturalmente, dietro ogni denuncia ci sono persone, attività e famiglie che hanno subito un danno. E per chi viene derubato, sapere che Arezzo è sessantaquattresima anziché ventesima rappresenta una consolazione piuttosto modesta.

La classifica non racconta tutto. Va ricordato che l’indice misura i reati denunciati, non tutti quelli effettivamente commessi. Inoltre, la posizione in graduatoria dipende dal numero di denunce ogni 100mila abitanti: i primi posti indicano una maggiore incidenza dei reati denunciati, non una medaglia al valore.

Il quadro aretino appare quindi relativamente favorevole nel confronto regionale, ma non autorizza a dichiarare risolto il problema della sicurezza.

La conclusione? Arezzo può guardare questa classifica senza particolare allarme, ma anche senza stappare lo spumante. Perché il 64° posto sarà pure rassicurante, ma il vero obiettivo dovrebbe essere far diminuire ancora le vittime dei reati, non limitarsi a contare quante province stanno peggio di noi.

Fonte: Il Sole 24 Ore, Indice della criminalità.

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