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Pietri, il bar de’ morti viventi: concessione scaduta, debiti, sgomberi annunciati… ma il Comune aspetta ancora Godot

Pietri, il bar fantasma nel parcheggio dei turisti

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Pietri, il bar de’ morti viventi: concessione scaduta, debiti, sgomberi annunciati… ma il Comune aspetta ancora Godot

Pietri, il bar fantasma nel parcheggio dei turisti

Partiamo sempre dai documenti. Il resto è il nostro modo di leggerli 

📄 FONTE comunicato stampa PD Arezzo 

C’è un locale nel parcheggio Pietri che ormai è diventato più leggendario del mostro di Loch Ness. Tutti ne parlano, nessuno l’ha più visto aperto. Eppure sta lì, in una delle zone più frequentate della città, accanto alle scale mobili usate da turisti, pendolari e aretini in missione quotidiana verso il centro storico.

Un immobile comunale nato per fare ristorazione, panini, caffè e magari pure due crostini al volo, trasformato invece in un monumento all’abbandono amministrativo. Chiuso dai tempi del Covid e rimasto lì come una vetrina impolverata della burocrazia aretina: tutti promettono, nessuno sparecchia.

Negli anni sono piovute interrogazioni su interrogazioni per chiedere al Comune una cosa semplice semplice: se una concessione è scaduta e il concessionario non rispetta gli obblighi, perché il Comune non si riprende il bene pubblico?

Domanda da un milione di euro. O forse da 70mila, visto che — a quanto risulta — ci sarebbero pure oltre settantamila euro di debiti verso Palazzo Cavallo.

Già nell’aprile 2025, durante il Consiglio Comunale, l’assessore aveva annunciato interventi “unilaterali” per rientrare in possesso del locale. Tradotto dal burocratese: “Ora si sgombera”. Poi però è passato quasi un altro anno e al successivo Consiglio del 2 aprile 2026 è arrivata una nuova puntata della saga: “stiamo notificando l’ordinanza”.

E intanto il locale è ancora lì, fermo come il cantiere dell’eterna promessa.

La domanda che gira nei corridoi e nei bar — quelli ancora aperti — è sempre la stessa: chi ha davvero in mano quel fondo? E soprattutto, perché il Comune non riesce ancora a liberarlo e rimetterlo a bando pubblico?

Perché il punto è proprio questo: mentre Arezzo parla di turismo, rilancio e città accogliente, uno dei punti strategici dell’accesso al centro storico continua a offrire ai visitatori una bella scenografia fatta di chiusure, degrado e silenzi.

La proposta avanzata dai candidati Alessandro Caneschi e Giovanni Donati è netta: rientrare subito in possesso dell’immobile e pubblicare immediatamente un nuovo bando. E chiedono anche al candidato sindaco Comanducci e alla lista Fare da che parte stanno.

Nel frattempo il Pietri resta lì: parcheggio pieno, scale mobili funzionanti, turisti in salita… e il bar fantasma che guarda tutti a serrande abbassate.

Ad Arezzo si dice sempre che il tempo aggiusta tutto.
Qui però, più che un immobile comunale, sembra una pratica lasciata nel cassetto del “poi si vede”.

Redazione
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