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Pieve al buio, ma tranquilli: forse la luce la riaccendono per il prossimo Giubileo

Blackout a raffica tra centro storico e frazioni: monta la protesta dei cittadini

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Pieve al buio, ma tranquilli: forse la luce la riaccendono per il prossimo Giubileo

Blackout a raffica tra centro storico e frazioni: monta la protesta dei cittadini

A Pieve Santo Stefano ormai il lampione più affidabile è la luna. Per il resto, tra blackout, strade al buio e risposte sparite più della corrente, la faccenda dell’illuminazione pubblica sta diventando una telenovela valtiberina a puntate… rigorosamente senza luce.

A rialzare il coperchio sul pentolone è l’associazione Il Corsaro, che torna all’attacco contro i continui blackout dell’energia elettrica pubblica nel comune pievano. E stavolta il messaggio è semplice: “Almeno Hera sia trasparente!”. Tradotto dal burocratese all’ortichese: “Oh, almeno diteci che diamine succede”.

Perché il problema non è nuovo. Anzi. Dopo il record mondiale non certificato di sedici notti consecutive al buio — roba che nemmeno nei campeggi abusivi degli anni ’80 — i disagi continuano ancora oggi tra centro storico e zone come il Colle Destro. E intanto cittadini e commercianti fanno lo slalom tra pozzanghere, ombre e santi protettori.

Secondo il fondatore del Corsaro, Stefano Mencherini, né il sindaco Claudio Marcelli né Hera avrebbero dato risposte concrete alle domande sollevate da mesi. Pec mandate, richieste fatte, consiglio comunale aperto invocato… ma da Palazzo e multiutility, per ora, più silenzio che watt.

E allora il sospetto serpeggia tra i pievani: “Qui gatta ci covi”. Perché una domanda resta accesa più dei lampioni: possibile che nessuno sappia spiegare perché un paese resti al buio per giorni interi nel 2026?

Nel frattempo i cittadini aspettano. Aspettano di sapere chi pagherà i disagi, quando finirà questa via crucis elettrica e soprattutto se il prossimo inverno toccherà girare col frontalino da speleologo anche per buttare la spazzatura.

A Pieve, ormai, la corrente va e viene. Le risposte invece, quelle, paiono aver preso residenza altrove.

Gianni Bufaloni
Gianni Bufaloni
Gianni Bufaloni (nato il 1° aprile di un anno imprecisato, perché gli piace mantenere un alone di mistero) è un giornalista, scrittore e debunker di professione, noto per il suo acume nel smontare bufale e teorie del complotto con una buona dose di ironia. Cresciuto tra vecchie macchine da scrivere, giornali ingialliti e discussioni animate al bar, sviluppa fin da giovane un'insana passione per la verità… e per il caffè corretto. Dopo una laurea mai del tutto confermata in Giornalismo Investigativo presso l'Università della Vita e un master in Sarcasmo Applicato, si dedica alla sua missione: scovare fandonie, ridicolizzare fake news e dare il tormento ai complottisti più fantasiosi. Ha collaborato con testate inesistenti come Il Giornale delle Bufale, La Verità (Quella Vera) e Fact-Checker’s Monthly, oltre a essere autore del bestseller immaginario "La Terra è rotonda e altre scomode verità". Attualmente vive tra la redazione e i social, dove smonta quotidianamente le teorie più assurde con il suo motto: "Una bufala al giorno toglie il neurone di torno". Se lo cercate, probabilmente sta battibeccando con qualche utente convinto che gli Illuminati controllino il meteo.

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