Ormai tutto è risolto: la Thunberg è morta da anni, i giacimenti residui della Siberia sono sfruttati dai cinesi, ormai stabilitisi in quelle zone.
L’Asia è contaminata da scorie di torio e uranio; l’India, invece, è sigillata in un gigantesco sacco di plastica ermetico, che si estende fino ai cinquemila metri dell’Himalaya.
E l’Europa, vi chiederete?
Invasa da gente in bicicletta che frequenta assiduamente le moschee. Persino il Papa ora indossa un turbante, e le monache, nonostante la clausura, portano il velo. Il maiale e i suoi derivati – salami, prosciutti, salsicce – sono ormai banditi dai menù. Solo qualche sparuto “viso pallido”, nascosto in remote baite di montagna, riesce ancora a trovare un culaccio di finocchiona o mezza salsiccia da mettere sotto i denti.
Nel mare, intanto, proliferano anguille sudamericane. Alcuni pescatori ne hanno addirittura messe alcune in ampolle sopra il comodino: collegate a elettrodi, illuminano la stanza di notte con le loro scariche elettriche.
I cavalli sono tornati a essere un mezzo di trasporto di primo piano, ma con un piccolo inconveniente: le loro montagne di escrementi devono essere raccolte, proprio come si faceva una volta con i cani (ormai estinti a causa dell’insaziabile appetito dei cinesi). Questi ultimi, peraltro, sono ormai sparsi in tutto il mondo e fingono di essere assidui frequentatori di moschee.
E il blackout?
Un bisnipote di un noto personaggio dei primi anni Duemila ha indetto uno sciopero generale dei biciclettai e dei maniscalchi!