Dal 16 novembre riapre ad Arezzo il dormitorio invernale della Caritas, nella casa di accoglienza San Vincenzo di via Fonte Veneziana 19. Un posto al caldo, un letto, una doccia e una bevanda calda per chi una casa non ce l’ha.
Una notizia importante, soprattutto adesso che le temperature cominciano a scendere e dormire per strada diventa ogni notte più difficile.
Il freddo, del resto, è democratico. Il problema è che non tutti hanno un termosifone davanti al quale lamentarsene.
La Caritas diocesana di Arezzo-Cortona-Sansepolcro riattiva il servizio di accoglienza invernale e lancia un appello alla cittadinanza: servono volontari.
Non sono richiesti superpoteri, lauree in solidarietà o particolari esperienze di santità. Bastano un po’ di tempo, disponibilità e quella capacità di guardare gli altri come esseri umani che, di questi tempi, sembra diventata una specializzazione professionale.
Cosa possono fare i volontari?
Le attività sono principalmente due.
La prima è l’accoglienza serale, dalle 20 alle 23, affiancando gli operatori nella sistemazione degli ospiti, nella gestione degli spazi comuni, nella distribuzione di bevande calde e nell’ascolto delle persone accolte.
La seconda riguarda il riordino e la pulizia degli ambienti durante il resto della giornata, perché offrire ospitalità significa anche garantire condizioni dignitose.
Il dormitorio permetterà alle persone maggiorenni senza dimora di trovare un riparo notturno, con accesso previsto dalle 20 alle 22 e uscita entro le 8 del mattino successivo. L’accoglienza è prevista fino ai primi di aprile.
Arezzo, i senzatetto e il grande sport di voltarsi dall’altra parte
La questione delle persone senza dimora non è nuova. Anche noi dell’Ortica ne abbiamo parlato recentemente, raccontando come spesso, davanti a chi dorme dove capita, il dibattito pubblico riesca a trasformarsi in una gara a chi si indigna di più.
C’è chi chiede controlli, chi pretende interventi, chi vorrebbe semplicemente che certe persone sparissero dalla vista. Possibilmente senza disturbare il passeggio, il parcheggio e la digestione.
Poi ci sono quelli che, senza fare troppo rumore, aprono una porta.
La Caritas e i suoi volontari fanno proprio questo. Ed è un lavoro che merita rispetto, sostegno e riconoscenza.
Naturalmente, un dormitorio stagionale non risolve da solo il problema della povertà e dell’emarginazione. E resta una domanda che dovrebbe interessare anche le istituzioni: che cosa succede a chi non ha una casa quando finisce l’inverno?
Perché il bisogno di un tetto non scompare con l’arrivo della primavera. E la dignità delle persone non dovrebbe dipendere dalle previsioni del meteo.
Come diventare volontari
Chi vuole dare una mano può contattare direttamente la Caritas diocesana:
Telefono: 0575 356749
Email: caritas@caritas.arezzo.it
Indirizzo: via Fonte Veneziana 19, Arezzo.
Non occorre cambiare il mondo intero. A volte basta dedicare qualche ora per rendere meno difficile la giornata, o la notte, di qualcuno.
E se ad Arezzo riuscissimo a dedicare alla solidarietà anche solo una parte dell’energia che spendiamo per litigare su Facebook, probabilmente avremmo già fatto un bel passo avanti.
Perché lamentarsi del freddo è facile. Aiutare qualcuno a non dormirci dentro è tutta un’altra cosa.


