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Il centro storico si svuota, ma anche no

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Il centro storico si svuota, ma anche no

Sono ormai parecchi anni che il centro storico si è svuotato dei residenti, ed è solo per allarmismo fine a se stesso (e qualche copia in più) che La Nazione continua a lanciare l’allarme.
Da Pasqua a ottobre il centro storico di Arezzo brulica di turisti in continuo aumento (lo dicono le statistiche) e lo stesso succede a Siena, Cortona o Pienza, per fare degli esempi.

Da ottobre ad Aprile si fischia, come succede a Siena, Cortona o Pienza (parlare con gli interessati per sentire i lamenti).

Addirittura Cortona conta meno di millecinquecento abitanti residenti stabilmente in città e la maggioranza di negozi e ristoranti tiene chiusi gli sportelli per tre mesi in inverno.

I centri storici si sono svuotati un po’ tutti dai residenti, per via delle scomodità di abitare dove non ci sono ascensori o parcheggi a pochi metri di distanza.
Ormai abitare in Borgunto ad Arezzo è roba per ricchi; gente che non ha fretta e non ha bisogno dell’auto sotto il culo a ogni minuto.
E certi problemi non si risolvono, se non affittando le camere o con i B&B. Non c’è da stupirsi affatto di questo.
L’importante è che il centro storico rimanga vivo come luogo molto frequentato dai turisti, e un giro di attività dedicate all’accoglienza e alla ristorazione rimarrà fiorente.

E’ inutile gridare che in Piazza Grande ormai ci stanno in pochi… perché pochissimi sono i portoni di case che danno in piazza e meno ancora coloro che hanno voglia di salire tre o quattro piani di scalini ripidi… E neanche un eventuale (e oggi impensabile da realizzare) parcheggio sotterraneo sotto il parco del Prato risolverebbe i problemi.

Preoccupiamoci piuttosto di tenerla bene, quella città alta, che di sporcizia e disordine in giro se ne vede troppo.

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Gianni Brunacci
Gianni Brunacci
"Giornalista che non segue il coro, negli ultimi anni anche fotografo, videomaker e documentarista; si diletta scrivendo dell'Arezzo calcio, sua passione da sempre."

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