La domanda sorge spontanea: si può prendere gol dopo appena 90 secondi, per giunta in trasferta? La risposta dell’Arezzo è sì.
Nello scontro diretto con la Juve Stabia, dal quale ci si attendeva anche la conferma di quanto di buono mostrato dalla squadra di Bucchi contro l’Ascoli, gli amaranto si fanno sorprendere sbilanciati in avanti, con la difesa piazzata male. Un passaggio sbagliato da Iaccarino nella trequarti avversaria offre ai padroni di casa l’occasione per ripartire: Sibilli si invola, resiste al recupero dei difensori e supera Nunziante.
Il gol a freddo condiziona inevitabilmente la partita. L’Arezzo prova a reagire, ma manca di precisione nelle poche occasioni costruite. Al 12’ Cerri, lanciato in profondità, si presenta davanti a Vukovic, ma conclude alto. Al 43’ è ancora Arena a trovare Cerri in area: l’attaccante, spalle alla porta, si gira e calcia sopra la traversa.
La Juve Stabia cerca di gestire il vantaggio, mentre gli amaranto faticano a trasformare le iniziative offensive in conclusioni pericolose. Il primo tempo si chiude così sull’1-0.
Nella ripresa Bucchi manda subito in campo Sala e Cagnano al posto di Mawuli e Righetti. L’Arezzo parte forte e conquista due calci d’angolo nei primi due minuti. Al 55’ Vukovic devia sul palo una conclusione di Tavernelli. Poco dopo sono i padroni di casa a colpire il legno con Douglas; al 72’ Nunziante si oppone con un grande intervento al tiro di Patanè.
L’Arezzo continua a cercare il pareggio, ma la rete non arriva. Non è certo un caso isolato: dopo undici giornate gli amaranto hanno segnato appena nove gol. La difficoltà a concretizzare quanto costruito continua a pesare sui risultati.
Alla fine si può anche recriminare per una sconfitta forse immeritata, ma le due grandi pecche della squadra trovano un’ulteriore conferma. Occorre trovare rimedi in fase difensiva, dove le reti subite sono già 20 in 11 partite, e in attacco, fermo a quota nove. Sono numeri che parlano chiaro e indicano i reparti sui quali intervenire.
Il rischio è dilapidare il piccolo margine costruito sulla zona playout. Nelle ultime quattro gare l’Arezzo ha segnato una sola rete, arrivata su calcio di rigore e ininfluente ai fini del risultato, subendone sei.
Nelle interviste di fine gara, Bucchi e Cutolo hanno sottolineato la difficoltà di tradurre in gol il volume di gioco prodotto. L’allenatore ha indicato nella pausa un’occasione per lavorare sui difetti della squadra, facendo leva anche sulla rabbia lasciata dalla sconfitta.
La salvezza è sempre stata l’obiettivo dichiarato e ne siamo tutti consapevoli. Ma proprio per questo bisogna intervenire sulle falle che continuano a emergere: l’Arezzo rischia di scivolare verso quella linea rossa che delimita la zona playout.
Di lavoro non ne manca, in vista delle partite che accompagneranno la squadra fino alla fine di dicembre. A quel punto sarà più chiaro dove e come intervenire sul mercato di gennaio per integrare, se necessario, la rosa. Intanto, però, servono risposte dal campo: non si può aspettare il mercato per cominciare a correggere gli errori.


