AREZZO – Continua l’epidemia di finti carabinieri in provincia di Arezzo. Ormai ce ne sono talmente tanti che viene da chiedersi se non abbiano aperto una caserma parallela, senza concorso, senza addestramento e con specializzazione nel prelievo di gioielli a domicilio.
Nel fine settimana tre presunti truffatori, che si spacciavano per appartenenti all’Arma, sono stati arrestati dai carabinieri veri. Quelli che, a differenza degli imitatori, non chiedono alle anziane di svuotare i cassetti per verificare se l’oro sia coinvolto in una rapina.
Il primo episodio è avvenuto in Valtiberina, dove un 27enne originario della provincia di Napoli avrebbe contattato telefonicamente una donna di 81 anni.
La storia era di quelle che ormai dovrebbero essere inserite nei manuali di fantasia criminale: l’automobile del marito sarebbe stata vista nei pressi di una gioielleria rapinata. Per chiarire la situazione, un sedicente carabiniere sarebbe passato a controllare l’oro e il denaro presenti in casa.
Una procedura investigativa talmente innovativa che, fortunatamente, non esiste.
La donna, convinta dalla messinscena, ha consegnato monili per circa 16mila euro e 1.500 euro in contanti.
Quando si è accorta del raggiro, ha chiamato i carabinieri di Sansepolcro. I militari, grazie anche alla segnalazione di alcuni vicini, hanno intercettato un’automobile noleggiata a Isernia. Alla guida c’era il 27enne, trovato in possesso dell’intera refurtiva, poi restituita alla vittima.
Il giovane è stato arrestato per truffa aggravata e, dopo la convalida dell’arresto, accompagnato presso la propria abitazione in Campania, in regime di arresti domiciliari.
A Cortona, invece, la versione della truffa prevedeva il lavoro di coppia.
Una donna di 39 anni della provincia di Bari e un ventenne della provincia di Caserta avrebbero convinto una 75enne, originaria dell’Umbria ma residente a Cortona, che fosse necessario controllare oro e contanti presenti nella sua abitazione per confrontarli con quelli sottratti durante un furto.
La signora ha preparato gioielli, un orologio con quadrante in oro e poco più di 100 euro in contanti, consegnando tutto ai due falsi militari.
Il piano sembrava riuscito. Peccato che alcuni turisti abbiano notato un’automobile allontanarsi dal centro di Cortona con manovre azzardate, segnalando il fatto al 112.
I carabinieri veri hanno rintracciato il veicolo sulla strada provinciale 34. Durante le perquisizioni sono stati recuperati i beni sottratti alla donna e i due occupanti sono stati arrestati per truffa aggravata.
Tre falsi carabinieri, tre arresti. Il bilancio del fine settimana conferma che le truffe agli anziani continuano a ripetersi con copioni quasi identici.
Cambiano le vittime, cambiano i paesi, ma la sceneggiatura resta quella: una telefonata allarmante, un reato inventato, la richiesta di mostrare o consegnare oro e denaro. E qualcuno che si presenta alla porta sostenendo di rappresentare lo Stato.
La Procura della Repubblica di Arezzo sta svolgendo ulteriori accertamenti per verificare l’eventuale coinvolgimento dei tre in altri episodi analoghi.
La battuta viene facile, ma il problema è serio: dietro questi raggiri ci sono persone anziane spaventate, ingannate e private di risparmi e ricordi di una vita.
Vale quindi la pena ripetere una cosa semplicissima: i carabinieri non chiedono di consegnare denaro o gioielli per controlli legati a presunte rapine o furti. Davanti a richieste del genere, interrompere la telefonata e contattare direttamente il 112.
Perché di carabinieri finti ne circolano parecchi. Quelli veri, per fortuna, ogni tanto li trovano.
Questo articolo usa l’ironia per commentare fatti reali.


