Tre nuovi manifesti di Filippo Nibbi tornano a movimentare le pagine dell’Ortica. Questa volta il viaggio passa dalle guerre e dai loro interminabili titoli di coda alla filosofia del lavoro, fino a una riflessione sul fascismo: tre accostamenti diversi, tutti affidati al consueto cortocircuito tra immagini, parole e ironia.
Aya! To! LLah!
Una vecchia pagina de La Grancassa, la domanda «Dove Iran? Come Iraq a finire?» e una risposta in dialetto: «Do’ viranno a finì». Il gioco di parole fa sorridere, mentre l’argomento continua a non far ridere nessuno.

Filo Sophia
La fotografia di Sophia Loren accompagna una provocazione sui bisogni della comunità e sul tempo dedicato al lavoro. Il titolo fa il resto, sospeso tra un nome celebre e la filosofia.

La Terra è Marcia
Un’immagine di Ernest Hemingway, una battuta che scompone il nome di Mussolini e una citazione attribuita allo scrittore sul fascismo. Qui il gioco linguistico lascia spazio a una stoccata politica decisamente meno leggera.

Tre immagini da guardare con attenzione, perché nei “Manifesti & Manifeste” la battuta non sempre arriva al primo colpo. E spesso è proprio quello il bello.

