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Arezzo, il poeta contro l’ansia sceglie le scale mobili: almeno i gradini fanno tutto da soli

Il Poeta della Serra, artista originario di Matera, piazza i suoi versi sulle scale mobili del parcheggio Pietri. Una lezione di vita a un gradino alla volta, possibilmente senza fare fatica.

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Arezzo, il poeta contro l’ansia sceglie le scale mobili: almeno i gradini fanno tutto da soli

Il Poeta della Serra, artista originario di Matera, piazza i suoi versi sulle scale mobili del parcheggio Pietri. Una lezione di vita a un gradino alla volta, possibilmente senza fare fatica.

Il Poeta della Serra torna a far parlare di sé anche ad Arezzo. L’artista di strada originario di Matera, che sui social documenta diverse installazioni poetiche, questa volta ha scelto le scale mobili del parcheggio Pietri per impartire una lezione di vita ai cittadini.

Il messaggio è semplice: quando l’ansia ti assale, non guardare tutta la scalinata, ma affronta un gradino alla volta.
Una filosofia certamente profonda. Peccato che il poeta abbia scelto proprio le scale mobili, dove basta stare fermi e i gradini fanno tutto da soli.
Probabilmente la più grande conquista della letteratura motivazionale applicata ai trasporti pubblici.

 Il Poeta della Serra non è aretino. Arriva da Matera, precisamente dal quartiere Serra Venerdì, da cui deriva il nome d’arte. Ha pubblicato libri, realizzato installazioni e conquistato una certa popolarità sui social. I video della sua pagina mostrano che il repertorio non si limita alle scale mobili: ci sono messaggi d’amore, interventi davanti ai muri e perfino un cartello esibito mentre passa un treno, dedicato alle occasioni da cogliere. Per quest’ultima installazione non abbiamo una localizzazione verificata, dunque non la attribuiamo ad Arezzo.
Insomma, non è uno che ha scritto due frasi sul muro dopo aver bevuto un bicchiere di troppo. È un professionista della poesia di strada, con tanto di sito internet e possibilità di collaborazioni commerciali.
Un tempo i poeti cercavano l’ispirazione contemplando la natura. Oggi cercano possibilmente anche una buona inquadratura verticale, perché una poesia senza reel rischia di essere soltanto una poesia.
E sarebbe un peccato sprecare tutte quelle emozioni senza qualche migliaio di visualizzazioni.

Link al al  video  qui

Il filmato pubblicato sui social mostra l’installazione sulle scale mobili che dal parcheggio Pietri portano verso il centro storico di Arezzo.
Un grande cartello invita a non lasciarsi sopraffare dall’ansia e a procedere un gradino alla volta.
Ora, senza voler disturbare Leopardi, ci permettiamo una considerazione: sulle scale mobili il problema del gradino successivo è già stato risolto dall’ingegneria.

Tu sali, stai fermo e arrivi.
Se questa è la metafora della vita, sarebbe opportuno avvertire anche l’INPS: finalmente abbiamo trovato un sistema per andare avanti senza lavorare.
Resta il dubbio su quale insegnamento filosofico avrebbe potuto regalare il poeta scegliendo un ascensore.
Probabilmente: «Quando la vita ti butta giù, premi il pulsante per salire».

La poesia nell’epoca della pubblicità permanente
C’è poi un aspetto interessante. Il Poeta della Serra non si limita a diffondere versi per strada. Sul proprio sito propone anche collaborazioni con aziende, progetti artistici e iniziative di comunicazione.

Nulla di scandaloso: anche i poeti devono campare. E se una frase può regalare un’emozione e contemporaneamente produrre qualche visualizzazione, tanto meglio.

Non abbiamo elementi per sostenere che l’installazione aretina sia stata commissionata o sponsorizzata. Ma bisogna riconoscere che il poeta ha compreso perfettamente il mondo contemporaneo.

Oggi non basta avere un’idea. Bisogna trasformarla in un contenuto, pubblicarla, accompagnarla con cinque hashtag e sperare che l’algoritmo sia di buon umore.

D’altra parte, se Dante fosse nato oggi, forse avrebbe pubblicato la Divina Commedia a puntate su TikTok, con Virgilio responsabile della comunicazione.

Arezzo offre materiale per un’intera raccolta di poesie
Al nostro poeta, che ha documentato anche altre installazioni geolocalizzate ad Arezzo, vorremmo suggerire un nuovo tema per le sue prossime incursioni in città.

Ad Arezzo ci sono cantieri che aspettano una conclusione, strade che aspettano un intervento e promesse amministrative che aspettano di diventare realtà.

Altro che ansia da scalinata.
Qui ci sarebbe da scrivere un poema epico sull’attesa, con il cittadino protagonista e la data di fine lavori nel ruolo della Beatrice irraggiungibile.

Per la prossima installazione suggeriamo una frase davanti a un cantiere comunale:
«Se la strada ti sembra infinita, non perdere la speranza: prima o poi sarà finita».
Naturalmente senza indicare l’anno.
Quanto alle scale mobili del Pietri, noi dell’Ortica abbiamo una proposta ancora più rivoluzionaria: lasciamole fare il loro mestiere.
Il poeta ci insegna ad affrontare un gradino alla volta. La tecnologia ci permette di affrontarli tutti senza muovere un piede.
E in questo caso, perdonateci, preferiamo la tecnologia.

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