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Arezzo, un uomo racconta le violenze subite: «Ero innamorato, non ho denunciato»

La testimonianza di un uomo della provincia aretina, tra presunti maltrattamenti e silenzio. Il sostegno dell'associazione Perseo e la difficoltà di chiedere aiuto.

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Arezzo, un uomo racconta le violenze subite: «Ero innamorato, non ho denunciato»

La testimonianza di un uomo della provincia aretina, tra presunti maltrattamenti e silenzio. Il sostegno dell'associazione Perseo e la difficoltà di chiedere aiuto.

🌵 Le spine di Carlo
Storie, interviste e domande scomode su Arezzo e il suo territorio. Una rubrica di Carlo Umberto Salvicchi, per dare voce a chi ne ha meno, raccontare problemi spesso ignorati e pungere dove serve. Perché l’Ortica non deve soltanto far sorridere, ma anche far riflettere.

Lo chiameremo Giulio. È un nome di fantasia, scelto per tutelare la privacy dei protagonisti. Giulio è un uomo che racconta di avere subito violenze fisiche e psicologiche da parte di una donna. Ha scritto all’Ortica per affidarle una storia che, secondo la sua testimonianza, si è svolta alcuni anni fa in un paese della provincia di Arezzo.

All’inizio, racconta, il rapporto con Federica, anche questo un nome di fantasia, sembrava procedere senza problemi. Poi il tradimento di lei con un altro uomo e un cambiamento improvviso nei comportamenti: aggressività, ostilità, tensioni sempre più frequenti.

Giulio riferisce che una sera, invitato a casa della donna, sarebbe stato chiuso in una stanza e malmenato. Gli sarebbero stati sottratti, impedendogli di andarsene liberamente, le chiavi dell’auto, il giubbotto e il telefono. Nei periodi successivi, sostiene, sarebbero arrivati insulti attraverso WhatsApp e messaggi nei quali veniva ostentata la nuova relazione.

Parlando di quell’esperienza, Giulio scrive che il suo amore sarebbe stato ripagato «con una violenza estrema», fino a sentirsi «minacciato e infine dimenticato e cancellato, dopo essere stato ferito nel profondo».

Racconta anche che, dopo alcuni mesi, avrebbe ricevuto dalla donna 46 messaggi su WhatsApp, altri dieci su Instagram e venti telefonate, con richieste di incontrarsi alle quali dice di non avere mai risposto. Si tratta di elementi riferiti dal protagonista e non verificati indipendentemente dalla redazione.

Perché non hai mai denunciato? Gli chiediamo.

«Ero follemente innamorato, nonostante tutto», risponde. E oggi, a chi dovesse riconoscersi in una situazione analoga, consiglierebbe «di querelare, scappare dopo i primi segnali premonitori». Poi aggiunge: «Comunque ora mi sento meglio, rimane però tanto amaro in bocca».

Questa è la versione di Giulio. Non abbiamo quella di Federica. Non sono stati forniti elementi sufficienti per accertare autonomamente gli episodi raccontati, né per stabilire eventuali responsabilità. La testimonianza, tuttavia, pone una domanda che riguarda tutti: a chi può rivolgersi un uomo che ritiene di essere vittima di violenza?

Per approfondire il tema abbiamo contattato l’associazione Perseo, realtà che offre ascolto e sostegno a persone che dichiarano di avere subito abusi o maltrattamenti. Secondo i dati pubblicati sul proprio sito, l’associazione conta cinque sedi in Italia, oltre trenta operatori e più di quattrocento persone assistite. Si rivolge soprattutto agli uomini, ma anche a donne, anziani, persone con disabilità, padri separati e persone LGBTQ+, senza escludere chi subisce violenza da persone dello stesso sesso.

Ne parliamo con il dottor Massimo Santarelli, vicepresidente di Perseo. «Forniamo un primo ascolto e/o supporto psicologico e legale», spiega, descrivendo le difficoltà incontrate da chi non trova risposte nei servizi di sostegno disponibili. Secondo Santarelli, le richieste di aiuto rivolte all’associazione sono in crescita.

Il vicepresidente segnala anche le difficoltà di accesso ai finanziamenti pubblici per strutture come la sua. È una valutazione dell’associazione, che non equivale a una verifica complessiva delle norme o delle risorse disponibili. Perseo si occupa inoltre di percorsi rivolti alle persone autrici di comportamenti violenti, donne e uomini, con l’obiettivo di favorire il cambiamento e prevenire nuove violenze.

Chi desidera contattare Perseo può scrivere su WhatsApp o inviare un SMS al 351 843 5383: sul sito l’associazione indica che ricontatta entro 48 ore. Per informazioni è disponibile anche l’indirizzo info@associazioneperseo.it.

Il mondo della violenza ha sfaccettature diverse, così come diversi possono essere i percorsi per uscirne. Il racconto di Giulio non permette di trarre conclusioni sulla sua vicenda personale, ma invita a non ignorare una richiesta di aiuto soltanto perché proviene da un uomo. Le vittime, qualunque sia il loro genere, meritano ascolto, tutela e strumenti adeguati.

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Carlo Umberto Salvicchi
Carlo Umberto Salvicchi
Carlo Umberto Salvicchi, sociologo mancato e giornalista poco praticante da oltre 40 anni. Ama le persone care e quelle libere. I tifosi vanno bene solo nello sport. Ha un obiettivo primario. Lasciare il mondo migliore di come lo abbiamo trovato. E un motto: l’ironia ti salverà la vita…

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