🍷 Il calice amaranto
Opinioni, impressioni e analisi sul mondo dell’Arezzo calcio viste dalla parte del tifoso. Una rubrica di Cesare Fracassi, tra campo, mercato e passione amaranto.
Basta guardare i numeri per capire che qualcosa non funziona. L’Arezzo ha segnato appena 9 gol, in fondo alla classifica dei gol fatti insieme alla Carrarese, e ne ha subiti 19. Peggio, in difesa, hanno fatto soltanto Catanzaro (22) e Vicenza (20). E allora viene spontanea una domanda: è colpa del gioco impostato o dei giocatori?
Secondo il mio modesto avviso, è un insieme delle due cose.
Abbiamo lasciato partire Ravasio, che a Foggia, in Serie C, pare guarito anche dal famoso mal di schiena: ha già segnato sei reti in nove presenze. Non sarà mai stato un fulmine, ma intanto la porta l’ha trovata. Al suo posto si è preferito Cerri, reduce da campionati tutt’altro che esaltanti sotto il profilo realizzativo. E nemmeno lui, quanto a rapidità, è proprio un Frecciarossa.
È stato ceduto anche un esterno da contropiede come Varela, per puntare su un giocatore dalle caratteristiche più difensive, reduce da 962 minuti in 26 presenze al Cesena. Insomma, alcune scelte di mercato meritano più di una riflessione.
E torniamo ai nostri nove gol. Due sono arrivati su rigore, uno da un’autorete e uno da una scivolata in porta su tiro di Arena. I numeri raccontano una squadra che in casa non riesce a conquistare i tre punti e fatica tremendamente a costruire occasioni.
Il gioco si basa soprattutto sulle ripartenze e sull’utilizzo degli esterni. Ma dagli esterni difensivi non arriva un apporto significativo, anche perché gli avversari scesi finora al Comunale hanno saputo chiudere gli spazi. E quando proviamo ad attaccare, quelli che lasciamo alle spalle espongono una retroguardia strutturalmente lenta. Anche la scommessa sul giovane portiere, pur bravo, porta talvolta incertezze e situazioni pericolose.
Sabato ci aspettano a Castellammare, dove ritroveremo il nostro ex Di Nardo, già autore di sette reti in nove partite. Non proprio un dettaglio rassicurante.
Eppure una speranza c’è. Questo Arezzo sembra costruito più per giocare fuori casa, quando può sfruttare la velocità degli esterni e gli spazi concessi dagli avversari. A patto di non prendere gol per primi, possiamo creare azioni pericolose.
Adesso, però, bisogna fare la cosa più semplice e insieme più complicata: scrollare finalmente la rete!


