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Il calice amaranto: a Castellammare per vincere, ma occhio all’ex Di Nardo

Dopo lo 0-0 con l’Ascoli, l’Arezzo di Bucchi affronta la Juve Stabia. Cesare Fracassi analizza le scelte di formazione, propone qualche correttivo e punta sull’1-2. Ma dall’altra parte c’è un ex amaranto che ha imparato a segnare.

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Il calice amaranto: a Castellammare per vincere, ma occhio all’ex Di Nardo

Dopo lo 0-0 con l’Ascoli, l’Arezzo di Bucchi affronta la Juve Stabia. Cesare Fracassi analizza le scelte di formazione, propone qualche correttivo e punta sull’1-2. Ma dall’altra parte c’è un ex amaranto che ha imparato a segnare.

🍷 Il calice amaranto
Opinioni, impressioni e analisi sul mondo dell’Arezzo calcio viste dalla parte del tifoso. Una rubrica di Cesare Fracassi, tra campo, mercato e passione amaranto.

Uno a due a Castellammare. Questo è il mio pronostico. Non credo che l’Arezzo possa ripetere lo 0-0 di domenica contro l’Ascoli, un pareggio ottenuto con pieno merito. Stavolta servirà anche trovare la porta, perché dall’altra parte c’è una Juve Stabia che ha uomini capaci di far male.

E c’è soprattutto un volto che conosciamo bene: Antonio Di Nardo. Quando era ad Arezzo aveva davanti un certo Moscardelli, e non era proprio semplice farsi largo. Oggi, vicino ai 28 anni, è cresciuto, è maturato ed è arrivato a sette reti in campionato. Un attaccante che, a mio giudizio, può valere intorno ai due milioni di euro. Accanto a lui, in una squadra con elementi esperti come Bettella, Maistro e l’ex amaranto Buglio, ha trovato il contesto giusto per stare tra i migliori marcatori della categoria. Insomma, guai a pensare di ritrovare il ragazzino che ricordavamo.

Che Arezzo manderà in campo Bucchi? Io ripartirei dalla squadra schierata nel primo tempo contro l’Ascoli, con la possibile variante Gilli al posto di Coppolaro. A centrocampo terrei aperta l’alternanza fra Sala e Mawuli, magari già dall’inizio.

Ma la scelta su cui rifletterei maggiormente riguarda Pattarello e Arena. Gli strappi improvvisi di Pattarello possono mettere in difficoltà il diretto avversario, costringerlo al fallo e magari procurargli qualche cartellino. È un’arma che va sfruttata, senza dimenticare quello che Arena può dare alla squadra.

Per il resto confermerei gli uomini visti con l’Ascoli, compreso Cerri punta centrale. Da lui, però, mi aspetto una mobilità maggiore: non basta fare presenza in mezzo ai difensori, bisogna muoversi, attaccare gli spazi e rendere meno prevedibile la manovra.

Resta poi la domanda che mi porto dietro da giorni: oltre alle aperture sugli esterni offensivi e alla pressione a metà campo per ripartire, che cosa sappiamo proporre? È qui che l’Arezzo deve crescere. Non possiamo affidarci ogni volta soltanto alla corsa e all’iniziativa del singolo. Serve qualche soluzione in più, soprattutto quando gli avversari ci prendono le misure.

La partita è aperta a qualsiasi risultato. Il fattore campo conterà e a Castellammare non è mai una passeggiata. L’ambiente stabiese, peraltro, arriva a questa sfida sullo sfondo di vicende societarie e di penalizzazioni già inflitte, con questioni ancora discusse nelle sedi competenti. Ma sarebbe un errore pensare che le faccende fuori dal campo giochino al posto nostro.

Il mio calice dice 1-2. Non sarà facile, ma dopo il punto conquistato con l’Ascoli mi aspetto il coraggio di andare a cercare qualcosa di più. E magari, finalmente, di brindare a una vittoria.

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Cesare Fracassi
Cesare Fracassi
Nato ad Arezzo nel 1946, in via Crispi 66, al suono della prima sirena del Fabbricone. Frequentò le elementari a Sant'Agnese, una scuola di vita e di battaglie. Dopo le medie, proseguì con il liceo classico e intraprese studi di medicina e giurisprudenza, completando tutti gli esami di quest'ultima. Calciatore dilettante, fondatore della squadra Tuscar Canaglia, sciatore agonistico e presidente della FISI provinciale. Esperienze lavorative: mangimista, bancario, consulente finanziario, orafo, advisor per carte di credito, ideatore della 3/F Card, registrata presso la SIAE (sezione Olaf n°1699 del 13/4/2000) con il titolo "Global System", agricoltore e, ora, pensionato.

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