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Arezzo-Ascoli 0-0, un punto e una prova di carattere: gli amaranto rialzano la testa

Dopo le sconfitte con Benevento e Carrarese, l'Arezzo reagisce contro un Ascoli in forma. Buon primo tempo, sofferenza nella ripresa e un pareggio che restituisce fiducia alla squadra di Bucchi.

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Arezzo-Ascoli 0-0, un punto e una prova di carattere: gli amaranto rialzano la testa

Dopo le sconfitte con Benevento e Carrarese, l'Arezzo reagisce contro un Ascoli in forma. Buon primo tempo, sofferenza nella ripresa e un pareggio che restituisce fiducia alla squadra di Bucchi.

La settimana più difficile dell’era Bucchi si chiude con un pareggio contro l’Ascoli, ma anche con un Arezzo che ha espresso, almeno nei primi 45 minuti, una buona prestazione.

Reduce dalle sconfitte contro Benevento e Carrarese e dalle polemiche nate dalle deludenti prove offerte dalla squadra, l’Arezzo era atteso a una sfida difficile quanto importante. E in una situazione del genere i marchigiani non rappresentavano certo l’avversario migliore.

C’erano innanzitutto i ricordi della scorsa stagione, con la vittoria dell’Ascoli ad Arezzo arrivata nel finale, e poi la situazione attuale: la squadra di Tomei esprime un ottimo calcio, si presenta con 18 punti in classifica, una delle migliori difese del campionato e cinque risultati utili consecutivi. Elementi che non lasciavano spazio a troppo ottimismo.

Invece l’Arezzo ha disputato un ottimo primo tempo e ha tenuto botta nella ripresa, chiudendo con un pareggio casalingo, il secondo della stagione e ancora a reti bianche, che rappresenta un piccolo ma importante passo avanti dopo le ultime delusioni.

La partita vede gli ospiti partire subito con un prolungato possesso palla. Nei primi dieci minuti gli amaranto sono costretti soprattutto a difendersi, senza riuscire a costruire qualcosa di significativo in avanti.

La prima occasione è proprio dei marchigiani: Silipo crossa e Chakir colpisce di testa da posizione ravvicinata, mandando però il pallone a lato della porta difesa da Nunziante.

Forse è lo scampato pericolo, oppure una ritrovata consapevolezza nei propri mezzi, ma proprio dopo questo episodio gli uomini di Bucchi cominciano a farsi più intraprendenti.

Mawuli recupera palla a centrocampo su D’Uffizi e lancia Arena, che calcia da fuori area colpendo il palo alla sinistra di Vitale.

Poco dopo la mezz’ora, un cross di Tavernelli trova Ionita, che schiaccia di testa, ma Vitale blocca proprio sulla linea di porta.

Ancora Tavernelli protagonista nell’occasione successiva: il suo tiro costringe il portiere ascolano alla respinta, sulla quale arriva Arena che, scoordinato, non riesce a sfruttare un’ottima opportunità.

La ripresa vede gli ascolani tornare a proporre il loro gioco fatto di passaggi e possesso palla. L’Arezzo è costantemente costretto nella propria trequarti e raramente riesce a creare azioni capaci di mettere in difficoltà la retroguardia ospite. Pesano anche i numerosi errori nell’ultimo passaggio, che vanificano quanto di buono costruito.

Di contro, la squadra di Tomei, pur mantenendo a lungo l’iniziativa, non riesce a impensierire seriamente Nunziante.

Ne esce un pareggio che può accontentare entrambe le contendenti.

L’Arezzo perché, soprattutto nella prima frazione, ha espresso un buon gioco e, come ha sottolineato Bucchi a fine partita, «ha giocato da squadra», fornendo quelle risposte che erano attese dopo le ultime due sconfitte.

L’Ascoli perché mette in archivio il sesto risultato utile consecutivo e consolida la propria posizione nella parte alta della classifica.

Nel dopogara, l’allenatore amaranto si è detto soddisfatto dell’atteggiamento mostrato dai suoi ragazzi, sottolineando i progressi della squadra e ribadendo che l’obiettivo principale resta il mantenimento della categoria.

Detto che siamo perfettamente in sintonia con Bucchi e che mai abbiamo pensato a qualcosa di diverso dalla salvezza, oggi l’Arezzo ha dato prova di maturità, dimostrando di saper soffrire fino al novantesimo e oltre.

Sono segnali incoraggianti in vista delle prossime gare.

Il campionato è ancora lunghissimo e già sabato 7 novembre gli amaranto saranno attesi dalla difficile trasferta di Castellammare di Stabia. Ma di partite facili, in questa categoria, non ne vediamo davvero.

Le Vespe campane rappresentano un ostacolo da non sottovalutare, al di là della loro posizione in classifica, sulla quale pesa anche una penalizzazione di quattro punti.

Poi arriverà la sosta, con l’Arezzo che tornerà in campo domenica 22 novembre, in casa contro il Padova.

Il punto conquistato contro l’Ascoli non risolve tutti i problemi, ma restituisce almeno un po’ di fiducia. E dopo una settimana tanto complicata, non è un risultato da disprezzare.

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Marco Rosati
Marco Rosati
Prediligo chi pone e si fa domande ed ho terrore di chi ha solo certezze. Non riesco a saziare la mia curiosità. Mi ritengo un “giovane con esperienza” ma, quando ero adolescente, consideravo coloro che oggi sarebbero miei coetanei “vecchi matusalemme”. Ho fatto studi tecnici ma sono appassionato di storia e delle materie umanistiche in genere. Insomma sono un po’ (eufemismo?) complesso.

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