Ad Arezzo lo sciopero generale di venerdì 30 ottobre coinvolgerà anche una categoria finora rimasta estranea alle agitazioni sindacali: i cassonetti dell’immondizia.
Su richiesta della Questura, Sei Toscana ha infatti comunicato che tutti i cestini e i contenitori per la raccolta dei rifiuti presenti lungo il percorso del corteo USB saranno temporaneamente inutilizzabili per motivi di sicurezza.
La decisione ha provocato comprensibile agitazione nel settore. «Finalmente qualcuno si accorge che lavoriamo ventiquattr’ore su ventiquattro, sette giorni su sette, senza ferie e con la gente che ci tira dentro di tutto», avrebbe dichiarato un cassonetto di via Vittorio Veneto, visibilmente provato da anni di servizio.
La protesta interesserà numerose strade del centro, da Campo di Marte a Corso Italia, fino a piazza San Jacopo. Per tutta la durata della manifestazione i cittadini dovranno rinunciare a conferire i rifiuti nei contenitori interessati.
Non è ancora chiaro se ai cassonetti verrà riconosciuta la giornata di sciopero o se le ore di inattività saranno recuperate con un turno straordinario durante il prossimo mercato.
Un cestino di piazza Sant’Agostino avrebbe già annunciato che, terminata la manifestazione, tornerà regolarmente al lavoro. «Tanto lunedì siamo di nuovo pieni fino all’orlo».
La chiusura temporanea dei contenitori è una disposizione reale legata alla sicurezza del corteo. Le dichiarazioni dei cassonetti, almeno per il momento, sono frutto della satira.


